Il travaglio di un arbitro

totti-rizzoli.jpgAnche per chi abbia calcato i campi di calcio non è facile capire cosa passa per la testa di un arbitro che diriga un incontro come Juve-Roma. I testi delle intercettazioni di Calciopoli, se non riescono a costituire elementi processuali credibili, se non nella manipolazione che ne fece qualcuno, sono sicuramente uno spaccato interessante nella psicologia dell’arbitro di calcio di Serie A. Raccontano di arbitri spaventati non tanto da questo o quel dirigente ma dal pubblico, dalle proteste dei giocatori, dalle polemiche dei mezzi di informazione. Così forse si spiega come un arbitro tutto sommato buono come Rizzoli diriga un incontro in modo talmente disastroso da rendere entrambe le squadre furiose nei suoi confronti.
Rizzoli ha una particolarità, la pretesa di arbitrare con metro di giudizio britannico ma di essere un arbitro italiano. L’arbitraggio inglese ha di certo molti pregi e personalmente non mi dispiace affatto per il maggior dinamismo nel gioco che tale metodo determina, ma arbitrare all’inglese in italia è un po’ come tenere la sinistra su una strada italiana: si rischia lo scontro frontale.
L’incontro tra Juve e Roma inizia così con un Rizzoli che lascia correre di tutto. La Roma si dimostra subito più portata a tenere palla, la Juve più propensa a giocare in velocità e nonostante la Roma sembri giocare meglio è la Juve ad essere più pericolosa anche se patisce l’assenza di propulsione sulle due fasce visto che da una parte il ragazzino Soerensen è comprensibilmente timido e dall’altra Grosso ha le movenze dell’ex-calciatore. Su questo leit-motif si arriva alla sforbiciata di Iaquinta che porta la Juve in vantaggio. La Roma riprende a fare gioco ma continua a sembrare terribilmente sterile nel suo gioco offensivo. Viene però il momento di Rizzoli allorquando negli ultimi minuti del primo tempo Giorgione decide di prodursi in una scivolata scriteriata. Mexes se lo vede arrivare, non fa bene un Chiellini che ti arriva addosso in scivolata ma se Mexes lo salta sa che il rigore non glielo danno e allora anticipa l’impatto furbamente, come tanti fanno senza che nessuno li accusi di simulazione, in più Chiellini sfiora anche la palla… Rizzoli è coerente, non ha fischiato per tutto il primo tempo falli simili, perché dovrebbe iniziare adesso? Però in area è diverso, se non fischi fuori area tutti ti dicono: “Bravo”, “Lascia giocare”, “Arbitraggio all’inglese” e altre amenità ma se non fischi in area gli stessi identici falli allora è “scandalo”, “il contatto c’era”, “era rigore” e cose simili. Rizzoli ci pensa, lo sa, la scivolata c’era, il contatto forse lo ha cercato Mexes ma Chiellini mica passava di lì per caso. E allora Rizzoli comincia a vacillare. Prima non fischia una punizione a favore della Juve ma sul rovesciamento di fronte c’è un contatto su Greco, come tanti che non ha fischiato, ma i romanisti sono nervosi, Rizzoli già pensa alle polemiche, ai tromboni della RAI, ai titoli del Corriere dello Sport, a quella volta che regalò il pareggio all’Inter contro la stessa Roma premiando un tuffo olimpico di Balotelli e allora fischia. Il tempo sta scadendo, non c’è tempo di battere la punizione, ha dato un minuto di recupero e non ci sono state interruzioni. Ma cosa direbbero mai i romanisti se Rizzoli gli fischiasse la fine sotto il naso, con una punizione da battere? E allora Rizzoli corre il rischio, faranno mica gol proprio adesso? Non fanno gol ma succede di peggio: Pepe devia il tiro con un braccio, è un braccio posto a protezione del viso, ma sporge un po’ dal viso e allora che fare? Rizzoli rimane un po’ incerto, prende tempo e alla fine fischia il rigore alla Roma. Il risultato è: romanisti furiosi per il rigore non dato, juventini ultrafuriosi per la punizione battuta a tempo scaduto ed il rigore concesso. Ci si mette pure Totti che, trasformato il rigore, sbeffeggia il pubblico, non guadagnandosi una ammonizione che invece si prese per analoga esibizione Iaquinta ad Udine solo perché è Totti.
Il secondo tempo di Rizzoli è un altalena di errori, incertezze, applicazione incerta del regolamento, ammonizioni esagerate, falli lasciati correre con il siparietto finale della litigata con Chiellini, obbligato a rifarsi il bendaggio proprio al momento dell’ultimo calcio di punizione che poi Del Piero calcerà malamente. Il resto è la riproposizione del primo tempo con una Roma elegante e leziosa ma inconsistene ed una Juve più timida ma anche più pericolosa con un Quagliarella impeccabile che spesso sa da solo impaurire la retroguardia giallorossa.
Alla fine è 1 a 1 che conferma che la Juve è una squadra davvero solida nel suo impianto di gioco, ma che per poter primeggiare deve recuperare sicuramente la pienezza del suo organico che oggi è più che altro un lazzaretto. Per Rizzoli invece una serata da dimenticare, comincerà forse a pensare che l’unico modo per arbitrare all’inglese è andare a vivere in Inghilterra, e forse è proprio così.

17 Novembre 2010

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