Ad esempio a me piace il Sud

Quelli che ricordano ancora i tempi nei quali i leader leghisti volevano offrire un modello diverso da quello dell’Italia della Prima Repubblica sono ormai rimasti due o tre (anzi siamo rimasti due o tre). I tempi infatti hanno portato anche i più rivoluzionari a riconsiderare la loro posizione, ed anche in questo caso c’è chi probabilmente ha iniziato a considerare che in fondo non c’è niente di male ad avere un sistema di redistribuzione centralizzato, basta riuscire a gestirlo. In questo momento nel quale i colonnelli leghisti tengono sotto scacco Berlusconi che, senza di loro, sarebbe politicamente (e non solo) finito, essi si sono trovati a tenere improvvisamente in pugno le finanze dello stato. E allora ecco che il modello che i leghisti avevano demonizzato quando andava prevalentemente a vantaggio di altre regioni comincia ad esercitare un fascino irresistibile.
zaia.jpgSuccede così che una regione come il Veneto, da anni governata dalla Lega, sia stata progressivamente ridotta al dissesto idrogeologico grazie ad una gestione dissennata del territorio (lo dice perfino Bertolaso) così grave che bastano due gocce di pioggia per causare una calamità naturale ed una pioggia più abbondante può causare un alluvione. Succede allora che il danno non venga caricato sulle spalle della regione così mal gestita ma della nazione, cosa che contraddice i dettami del buon leghista “ognuno fa per sé”. L’improvvisa conversione dei leghisti ad un approccio solidaristico sarebbe anche comprensibile se l’intervento fosse commisurato ad altri casi passati. Ed invece arriva l’annuncio roboante del nostro Presidente del Consiglio: 300 milioni di euro andranno a sanare i danni prodotti dall’alluvione, per la gioia del Presidente Zaia. A questo punto proviamo a fare il raffronto con l’alluvione che nel 2000 colpì il Piemonte e la Valle d’Aosta: allora il governo stanziò 150 miliardi (fanno 75 milioni di euro), per un alluvione che colpì circa 700 comuni causando lo sfollamento di oltre 50.000 persone. Questa volta i comuni colpiti sono solo 121 e le persone sfollate meno di 5000 ma i soldi che arriveranno sono ben quattro volte di più.
Un fiume, questa volta di denaro, si prepara insomma a bagnare una classe politica scriteriata che dovrebbe pagare di tasca propria e che invece verrà premiata per la propria irresponsabilità. Siccome però premiare l’irresponsabilità alla lunga rende ancora meno responsabili, questa logica nel lungo periodo tende a produrre un tessuto economico sempre più fragile, entrando in un circolo vizioso che ha mortificato l’economia del mezzogiorno negli ultimi cinquant’anni. A Zaia però tutto ciò probabilmente non dispiace, specie se nel frattempo potrà consolidare la sua posizione di rendita e quella dei suoi amici. Nel frattempo non mi stupirebbe se il Presidente della Regione Veneto, magari sulle note di Rino Gaetano, cominciasse a pensare che tutto sommato il Sud non è poi così male.

23 Novembre 2010

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