C’era una volta

juvche01.jpgEra Marzo 2009 e la Juve, al ritorno in Coppa Campioni dopo l’esilio in Serie B, dopo aver sbaragliato addirittura il Real nel turno a gironi, si ritrovava negli ottavi contrapposto nientemeno che al Chelsea. Dopo la sconfitta 1-0 dell’andata la Juve si giocava tutto nel ritorno ma senza Momo Sissoko, infortunatosi nel derby di tre giorni prima in modo estramamente grave, e senza Amauri, lasciato fuori da Ranieri tra non poche polemiche. Molti allora attribuirono all’assenza dei due l’eliminazione, tanta era la considerazione che si aveva dei due giocatori. Sembrano oggi lontanissimi quei tempi, vedendo i due annaspare contro i modesti austriaci del Red Bull Salisburgo.
L’incontro non ha avuto molto da dire. Di fronte ad una Juve che, persi i suoi equilibri a causa di infortuni e tesseramenti ritardati, risultava del tutto abulica, gli austriaci si limitavano a difendere, avventurandosi in qualche sortita offensiva solo quando, nel secondo tempo, la girandola di sostituzioni operata da Del Neri con i ragazzini della Primavera faceva scadere il confronto di Coppa Europa a partitella estiva. In questo contesto tattico Krasic non riusciva quasi mai a trovare spazi per le sue percussioni e Del Piero non centrava un’azione personale in tutta la serata. E allora i due grandi malati, Amauri e Sissoko, ci inabissavano nella nostalgia per i tempi andati. Il primo faceva a sportellate per tutta la gara con i difensori finendo quasi sempre fuori strada lui, il secondo portava palla con aria compassata ma sbagliava tutto ogni qual volta provava ad aumentare il ritmo: pensare alle cavalcate trionfali di un tempo fa veramente impressione. Non sono vecchi, non hanno subìto apparenti traumi, certamente giocano in una squadra diversa dalla Juve di Ranieri ma questo non basta a disimparare a giocare al calcio. Non ci rimane che il c’era una volta, come il c’era una volta di una Juve che un tempo attraversava l’Europa da protagonista mentre oggi fatica a portare in porto un pareggio casalingo con il Salisburgo. Se il primo tempo vedeva infatti una certa iniziativa bianconera, seppur sterile, nel secondo con l’uscita di Milos per l’ennesimo infortunio, l’incontro diventava una lunga agonia verso lo zero a zero finale, nel rischio concreto che gli austriaci riuscire a fare anche il bottino pieno che mancavano solo per propri evidenti limiti.
Siamo quasi fuori dalla Coppa Europa, nonostante avessimo un girone scandalosamente facile. Per il momento le uniche emozioni che ci restano vengono dalla nostalgia.

5 Novembre 2010

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