Miti che cadono senza farsi male

Ci sono molte persone che concepiscono le proprie preferenze politiche esattamente come il tifo calcistico: una caratterizzazione identitaria a cui ti leghi ed a cui probabilmente non rinuncerai mai, proprio in quanto appunto elemento della tua identità. Niente di meglio per costoro che legare le due caratterizzazioni identificando l’una e l’altra come connesse da un filo logico. Forse per questo ho incontrato nella mia vita molte persone convinte che ci fosse una logica nell’essere sostenitore di una squadra e allo stesso tempo di una fede politica; molti di quelli hanno cercato di convincermi che chi tifa per la Juventus in genere è anche di destra. Ho sempre avuto il sospetto che si trattasse di una solenne corbelleria ed ho continuato a sostenerlo anche quando ho letto questa stessa corbelleria scritta su “La Repubblica” ai tempi dei cori contro Balotelli a firma dell’articolista Emanuele Gamba. Premesso che il giornalista in questione è uno dei tanti cronisti sportivi che non riescono a scrivere senza sventolare i colori della propria squadra del cuore (nella fattispecie il Toro) e quindi potrebbe essere irrilevante quanto scrive, ma ad un’occhiata distratta qualche ragione potrebbe pure avercela: in fondo la Juve è stata sempre la squadra della famiglia Agnelli che in Italia ha sempre voluto dire padronato, inoltre in nessuna altra città con due squadre di calcio professioniste come a Torino c’è stato un così forte squilibrio a favore dell’una e anche per questo la simpatia per i meno fortunati potrebbe avere unito il tifo granata alle simpatie per la sinistra. In realtà la società bianconera ha smesso più o meno dalla discesa nell’agone calcistico di Berlusconi prima e di Moratti poi, di essere la dominatrice dal punto di vista politico ed economico del calcio italiano, e nonostante questo è riuscita per un decennio a mietere successi pur spendendo meno degli altri. Il circo mediatico ha cercato di raccontare un’altra storia ma non tutti si sono abbeverati a quella fonte. Inoltre la discesa nell’agone politico di Berlusconi ha fatto della Juve l’eterna rivale della squadra appartenente al capofila della destra italiana e anche questo può avere avuto il suo peso. C’è poi da dire che il tifo calcistico è legato a fattori talmente casuali o semmai emotivi che legarlo a preferenze ideali, come quelle che dovrebbero muovere le simpatie politiche, mi pare improponibile.
Non posso negare che mi abbia molto rallegrato recentemente scoprire da un sondaggio Demos che i miei dubbi erano fondati e che è vero il contrario di quanto il mito racconti: lo juventino è infatti prevalentemente di sinistra. Tra coloro che dicono di tifare la Juve infatti coloro che votano PdL (prima della scissione dei finiani) o Lega ammontano al 38 percento dei rispondenti, contro il 52 percento degli interisti ed il 53 percento dei milanisti, e ben al di sotto della quota che attualmente assommano i due partiti. L’insieme dei votanti per PD, IdV e partiti della sinistra radicale ammonta al 38% tra gli juventini, contro il 29 percento tra i milanisti e il 27 percento tra gli interisti.
Presa questa rivincita però mi tocca notare un altro risultato del sondaggio che francamente mi lascia basito. Nessuno dei più di duecento rispondenti che hanno dichiarato di votare Pdl (tra i quali ci saranno sicuramente moltissimi interisti e juventini ovviamente) ha dichiarato di provare antipatia per il Milan. Possibile che la sola presenza di Berlusconi alla Presidenza del Milan cancelli, in chi sia succube della sua figura, anche le dinamiche del tifo calcistico, che parrebbero radicate come una quercia in chi si appassioni al calcio? Non vedo altre interpretazioni ma se è davvero così stavolta siamo davvero a qualcosa di vicino al miracolo…

27 Ottobre 2010

Un solo commento. a 'Miti che cadono senza farsi male'

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  1. Giuseppe afferma:

    Certo il tifo calcistico e’ correlato all’orientamento politico solo indirettamente. Credo che il collegamento principale sia quello territoriale. Per esempio il fatto che milanisti e interisti sono, in media, orientati piu’ a destra degli juventini e’ coerente col fatto che Milan e Inter hanno la loro roccaforte in Lombardia (regione di destra), mentre gli juventini sono distribuiti abbastanza uniformemente in tutta Italia.
    Se non ho calcolato male, partendo da un campione di 1018 persone, un centinaio di loro si dichiarano elettori PDL e tifosi di Juventus, Roma o Inter. Che nessuno di questi si dichiari antimilanista lo spiegherei in gran parte cosi’:
    - Effetto Berlusconi, che agisce (in positivo e in negativo) sui tanti tifosi gia’ tiepidi, interessati piu’ alla politica che al calcio.
    - Sottostima fisiologica dell’elettorato di centrodestra. Dai sondaggi viene sempre fuori che molti elettori del PDL si vergognano di dichiararsi tali. Quindi sicuramente qualche berlusconiano antimilanista e’ finito nella categoria “astenuti, reticenti”.

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