Abituarsi a contar balle

Il mestiere del politico espone sicuramente al rischio di contar balle, ci si trova a dover parlare di cose di cui si ha una conoscenza alternativa, ci si trova a dover aver fiducia in persone che magari non la meritano. Il rapporto strutturalmente difficile tra politica e verità induce molti politici ad essere mendaci anche quando si potrebbe non esserlo, con l’alibi del “lo fanno tutti”. Nel quadro politico italiano attuale poi l’allergia per la verità è diventata quasi un’epidemia, ogni giorno ne vediamo qualche esempio: richieste di dimissioni che non ci sono, elezioni che non si fanno, nuovi gruppi politici che non esistono, prostitute passate per fisioterapiste e infiniti altri esempi. Il politico oggi può uscirsene con una qualunque cosa, giusto così come ballon d’essai, e poi contraddirsi il giorno dopo; tanto i media asserviti si adegueranno, i giornalisti lacché sorvoleranno, i cittadini rincoglioniti si scorderanno. Non è strano che in questo contesto il distacco dalla verità possa raggiungere forme quasi schizoidi, come quella del consigliere comunale leghista di Parma che ha denunciato, tramite un comunicato stampa, di avere assistito ad un drammatico scippo, con tanto di bambino riverso sul selciato dopo essere stato strappato alla mamma. Si è poi scoperto che alla polizia non risultavano denunce simili, che la vittima del presunto scippo pare non esistere, che lo stesso consigliere leghista abbia attribuito il racconto ad un suo conoscente “degno di fiducia” ma ad oggi non svelato. Tutto lascia pensare insomma che l’episodio se lo sia inventato di sana pianta.
Se fosse un cittadino comune sarebbe etichettabile come un mitomane, ma trattandosi di un politico la cosa è diversa. Da anni ci viene trasmessa un’immagine del nostro paese distorta, come una nazione in balìa di una criminalità crescente, questo quando in realtà i reati di criminalità comune non sono affatto aumentati in modo significativo. Farlo è semplice: è sufficiente riempire i telegiornali di notizie allarmanti, di immagini inquietanti, estrapolate da singoli episodi realmente accaduti, per rappresentarli come la regola. Il passo ulteriore è inventarsi tali episodi e questo è quello che ha fatto il Corradi. Non c’è da stupirsi…

17 Settembre 2010

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