Analfabetismo di governo

Molti ricordano ancora quel manager di TIM che durante una convention spiegò alla platea sbigottita che Waterloo fu il grande capolavoro di Napoleone, suscitando ilarità e indignazione in tutta Italia. Quell’abbaglio da parte di un dirigente di una grande azienda fu oggetto di discussione per giorni, figuriamoci se questo svarione l’avesse commesso magari un docente universitario, pagato non per dirigere le vendite di una società di telecomunicazione, ma per gestire una cattedra universitaria di Storia dell’Ottocento. Il fatto invece che un Ministro della Repubblica, pagato per governare un paese, dimostri di non sapere nemmeno vagamente cosa c’è scritto nella sua Costituzione, sembra invece non scandalizzare nessuno. Stranezze dell’Italia di oggi…
angelino_alfano.jpgCosì il Ministro Alfano, d’accordo con il Ministro Maroni, ha avuto a dire che, in caso di caduta del governo: “Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l’opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l’articolo uno della Costituzione, ovvero che la sovranità appartiene al popolo“. Premesso che il nesso logico evidenziato dal ministro è piuttosto oscuro, visto che anche l’opposizione è stata nominata dal popolo e quindi ci sarebbe secondo Alfano un popolo di Serie A e uno di Serie B. In ogni caso parrebbe proprio che il Ministro citi l’articolo 1 perché è l’unico che ha letto, ma non l’ha neanche letto tutto perché l’articolo 1 dice: “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.“, già indicando che è quanto scritto di seguito a normare le modalità con cui si esercita tale sovranità e quindi con cui gli attori istituzionali possono muoversi.
Quello che segue del testo costituzionale specifica, all’articolo 88, che la decisione dello scioglimento delle Camere compete al Presidente della Repubblica (sentiti i Presidenti delle due Camere) ma non c’è nessun riferimento di nessun genere a suoi presunti obblighi in merito legati a maggioranze accettabili o meno (”Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.“). Ancora più importante è il fatto che, secondo l’articolo 67, il parlamentare non ha alcun vincolo di mandato, (”Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.“) ovvero che è libero di esercitare il suo ruolo anche laddove in ciò vìoli un presunto mandato ricevuto dagli elettori, ad esempio quello di partito. In sostanza quindi il Presidente della Repubblica non ha alcun dovere ma nemmeno diritto di basare le sue decisioni sulla suddivisione del Parlamento in partiti e su quanto questo rispecchi la suddivisione in essere al momento delle elezioni, inoltre il Presidente ha piena autonomia nel nominare il Presidente del Consiglio, ovviamente nel momento in cui costui abbia ragionevoli probabilità di ricevere la fiducia delle Camere. La legge elettorale, sulla base della quale la coalizione capeggiata da Berlusconi ha vinto le elezioni, è una legge ordinaria e questo anche per sottolineare che è solo un metodo per determinare la composizione del Parlamento, ma non ha nulla a che vedere con le procedure costituzionali che sovrintendono all’eventuale incarico di un differente governo o allo scioglimento delle Camere. C’è di più: se passasse il principio che molti nel PdL pretendono per il quale, di fronte alle dimissioni del governo, il Presidente della Repubblica sia obbligato a sciogliere le Camere, verrebbe attribuito de facto al Presidente del Consiglio il potere di scioglimento delle Camere, cosa non prevista dalla Costituzione e quindi contraria ad essa e ciò si configurerebbe come una sorta di colpo di stato.
Per carità, io non sono un costituzionalista, sono un ingegnere elettronico ed ho solo letto il testo qualche volta, ma non penso serva essere un costituzionalista per accorgersi di quanto sopra, che pure il nostro Ministro della Giustizia sembra ignorare. Così come non serve essere un luminare della storia dell’Ottocento per sapere che Napoleone a Waterloo ha, purtroppo per lui, perso…

16 Agosto 2010

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