L’Italia di Dino Risi

Pochi giorni fa è scomparso Dino Risi, grande regista della commedia italiana, di quando la commedia italiana era una raffigurazione, spesso anche geniale, della nostra cultura e non un prodotto da catena di montaggio cinematografica. Risi raccontava l’Italia nei suoi buoni sentimenti e nel suo cinismo, nel suo coraggio e nella sua vigliaccheria, nella sua miseria e nella sua presunzione, quell’Italia che amiamo e ci fa ribrezzo allo stesso tempo. Quando si pensa al Risi più graffiante nella rappresentazione del nostro Paese si pensa in genere a “Il sorpasso“, all’icona del carattere italico che quel film ci racconta attraverso il personaggio di Bruno Cortona (Vittorio Gassman). Il film di Risi che però amo più di ogni altro è “In nome del popolo italiano“, un film che si sarebbe potuto definire una metafora di questi ultimi 15 anni se non fosse stato realizzato nel ‘71, e che impressiona proprio per la sensazione che ti dà che l’Italia non sia cambiata affatta in quarant’anni.
La storia è quella di un giudice (Ugo Tognazzi) che da anni bracca un imprenditore corrotto e senza scrupoli (Vittorio Gassman) e alla fine lo incastra per la morte di una ragazza della quale l’imprenditore pare essere l’evidente colpevole. Casualmente però il giudice viene in possesso del diario della ragazza che scagionerebbe l’imprenditore. E’ il giorno di Italia-Inghilterra e tutta la nazione è davanti ai televisori (ai tempi non avevamo mai battuto gli inglesi). Vinciamo la partita e mentre il giudice sta portando in procura il diario la gente si riversa nelle strade per festeggiare la vittoria. Per strada c’è un auto con targa inglese parcheggiata, i tifosi festeggianti la colpiscono, la ribaltano le danno fuoco tra lo sgomento della proprietaria. Il giudice che assiste alla scena si avvicina all’auto in fiamme, la osserva con tutta l’indignazione possibile, prende il diario e lo getta tra le fiamme dell’auto.
I geni sono coloro che sanno anticipare gli eventi, che sanno vedere ciò che è dentro di noi ma non è ancora diventato rappresentazione collettiva, non ha ancora una dimensione storica e Dino Risi certamente è un genio. Non stupiamoci quindi se l’episodio finale del film è diventato realtà Martedì sera a Torino dopo il successo contro la Francia. Un gruppo di figli del sole italico (e non solo…) hanno pensato bene di celebrare il nostro trionfo prendendo di mira un’auto che aveva il grosso difetto di avere targa francese, per poi divellere la targa ed esibirla come trofeo in giro per le strade del Centro. La cosa non è avvenuta in una strada buia delle Vallette ma nelle vie centrali della città, in mezzo alla folla festante, che si è ben guardata dal fermare i vandali facendosi così complice dell’atto.
Possibile che nemmeno nel giorno del successo calcistico, l’unico genere di successo al quale ormai possiamo aspirare, manchi mai qualcuno che ci riporta alla realtà, ricordandoci che l’immondizia di cui siamo pieni non è solo quella della Campania ma è anche quella che c’è dentro di noi?

20 Giugno 2008

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