Bilancio in rosso

Che ci fosse il rischio concreto che per la Juve l’annus horribilis 2010 superasse il 2006 era un sospetto che si librava nell’aria da tempo. Il campionato conclusosi in modo fallimentare aveva relegato la Juve ai preliminari di Europa League (e fare i preliminari per conquistare l’Europa League è un po’ come fare i preliminari per masturbarsi) e le prospettive erano piuttosto buie visto il gran numero di giocatori pensionandi o da rilanciare.
L’estate non sembra avere segnato un’inversione di tendenza: il mondiale ha, con il fallimento dell’Italia di Lippi, sollevato dubbi sulla scelta italianista della Juve. L’unico giocatore della rosa della Juve che si sia distinto è stato l’uruguayano Caceres che Marotta ha scelto di non riscattare considerando troppo alto il prezzo fissato (11 milioni, pare, trattabili), tranne poi valutare 15 milioni Bonucci che ai mondiali aveva fatto solo panchina. Il lungo tira e molla con Krasic, gli eterni no del Wolfsburg al presunto corteggiamento a Dzeko, ed un altro paio di nomi (Elia e Bastos) hanno costituito un esasperante tormentone ad oggi ancora senza soluzione, durante il quale i tifosi si sono lentamente resi conto che gli arrivi veri: Pepe, Martinez, Motta e Lanzafame che inizialmente erano stati scambiati per gustosi stuzzichini, hanno tutta l’aria di costituire invece l’intero, magro, pasto con cui alimentare le speranze di un rilancio. Il problema principale dell’anno passato era stato soprattutto la difesa che non solo prendeva molti gol (record negativo della storia della Juve), ma che soprattutto era incapace di difendere un vantaggio raggiunto (clamorosa la rimonta subita a Londra in Europa League dal 4-1 a 4-5). La campagna acquisti non sembra aver granché migliorato le cose: oltre al rimpiazzo di Caceres con Motta, nel quale sicuramente la Juve ci perde, le speranze sono riposte tutte nel talento di Bonucci ma la conferma dei disastrosi De Ceglie, Grygera e Grosso non lascia intravedere grandi miglioramenti.
C’è da dire che nel frattempo le prime amichevoli avevano acceso qualche barlume di speranza nei cuori del popolo bianconero segnalando un Diego in grande spolvero, apparentemente ben calato negli schemi di Delneri, a dispetto dei tanti che lo vedevano incompatibile con il gioco del nuovo allenatore; ma i pochi entusiasmi sono stati prontamente spenti dalla notizia, che pare ormai vicina all’ufficialità, della cessione di Diego stesso proprio a quello stesso Wolfsburg che non ci vuole dare Dzeko ma che ci darà forse Barzagli (l’interesse per il quale indica che evidentemente la vicenda Grosso non ha insegnato nulla ai dirigenti bianco e neri). Insomma la campagna acquisti sta consegnando la Juve ad un posizionamento da centro classifica che non può che lasciare nella più tetra amarezza chi si aspettava miracoli dalla gestione Andrea Agnelli. La reazione dei tifosi si annuncia conseguente e se già nel ritiro di Pinzolo si erano avuti segnali di disaffezione, la campagna abbonamenti, con una flessione del 22%, ha confermato che non c’è nessuna fiducia nella prossima stagione tanto che i forum, in fibrillazione, preannunciano che la tregua tra tifosi e società che aveva caratterizzato l’arrivo a Torino di Marotta sta per avere una rapida e brusca conclusione.
andrea-agnelli.jpgSe gli scenari sportivi sono così deprimenti quelli finanziari non possono essere esaltanti ed infatti è stato reso noto negli ultimi giorni, in occasione dell’approvazione del rendiconto trimestrale, che la Juve chiuderà la gestione 2009-10 con un passivo, contenuto sì, ma comunque un passivo che è preoccupante perché mette le premesse per un passivo molto più ampio nella prossima gestione, quando vi si aggiungerà una prevedibile flessione delle entrate dovuta alla mancata partecipazione alla Coppa Campioni e alla difficoltà nel rinnovo della sponsorizzazione principale che ha portato la Juve ad un accordo con la Betclic per la sponsorizzazione della sola prima maglia (la seconda maglia resta per il momento ancora senza sponsor) , caratterizzato da entrate meno che dimezzate rispetto al vecchio sponsor New Holland.
In fondo ad un tunnel di cui non si vede la fine l’unica luce è rappresentata dal nuovo stadio che ospiterà la Juve a partire dalla stagione 2011-12. La speranza è che i diritti di sfruttamento commerciale costituiscano una voce a bilancio che permetta una robusta sterzata, ma ovviamente tutto dipende dalla capacità attrattiva che lo stadio saprà esercitare su un popolo di tifosi fiaccati da anni di delusioni cocenti.
Insomma, c’è un concreto rischio che si realizzi il miracolo alla rovescia: per il quale la squadra che ha tuttora di gran lunga il più grande numero di tifosi in Italia, che è la prima per vendita di merchandising e che per 12 anni aveva imperversato nel calcio europeo, raggiungendo finali di coppa ad anni alterni, diventi una squadretta da metà classifica. Anche questo è possibile nell’Italia di oggi, diventata ormai il paese dei miracoli, alla rovescia.

12 Agosto 2010

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