La giustizia a pagamento

Era il 2001 quando trascorsi due settimane di vacanze in Nepal, di cui una in trekking sull’Annapurna. Ricordo che la nostra guida locale ci ammoniva a non avere comportamente illeciti di nessun genere, ricordandoci che la giustizia nepalese era molto poco garantista, tanto da richiedere all’arrestato di sostenere gli interi costi del processo pena il rimanere in prigione a tempo indeterminato. “Che paese arretrato” pensai lì per lì. “Certo, anche in Italia i costi di un avvocato sono spesso esorbitanti ma esiste comunque l’avvocato d’ufficio e poi dai…. è’ diverso!” mi dicevo.
Qualche giorno fa, leggiucchiando qualcuno dei verbali del processo su Calciopoli ho scoperto una cosa che mi ha fatto rabbrividire. I costi di cancelleria che le difese hanno sostenuto per avere copia delle intercettazioni raccolte durante l’inchiesta ammontano alla bellezza di 35.000 Euro! Teniamo conto che senza quelle copie alcuni dei cardini delle difese di quel processo non si sarebbero potuti nemmeno abbozzare.
Siamo davvero nella condizione in cui per difendersi è necessario impegnare anche la camicia come in Nepal? Ho l’impressione di sì.

6 Agosto 2010

2 commenti a 'La giustizia a pagamento'

Iscriviti con RSS or TrackBack ai commenti a 'La giustizia a pagamento'.

  1. miki foggia afferma:

    “piaccia o non piaccia”, la verità sull’aborto giuridico di farsopoli 2006, la scusante dei perdenti, piano, piano viene fuori…..”piaccia o non piaccia”.

:: Trackbacks/Pingbacks ::

  1. Pingback di Responsabilità civile e irresponsabilità incivile : Il colore del grano - on Ottobre 9th, 2011 at 13:10

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs