La soluzione dei problemi nell’Italia di oggi

La linea di pensiero dominante nell’Italia di oggi rispetto ai problemi irrisolti è la seguente: i problemi si risolvono semplicemente impedendo che se ne parli. Non è un’invenzione di oggi naturalmente, la metafora dello scopare la polvere sotto il tappeto esiste perché l’idea di sentirsi sollevati da un problema irrisolto, semplicemente occultandolo, è molto diffusa da sempre. Le dittature in genere riescono a trasmettere ai propri cittadini la sensazione di essere capaci di risolvere i problemi appunto perché i problemi spariscono dai notiziari. Semmai la novità di oggi è che, nel mondo in cui viviamo, tenere sotto il tappeto un problema è sempre più difficile, anzi talvolta finisce con l’apparire decisamente ridicolo. Far sparire una notizia da un notiziario rende spesso a molti ancora più evidente la notizia stessa nel momento in cui il suo occultamento viene denunciato su altre fonti.
Anche da questo punto di vista il calcio italiano non rimane indietro e se la scorsa stagione calcistica internazionale (in particolare mondiali e Coppa Campioni) è stata, come non mai, funestata dalle polemiche sulle decisioni arbitrali, sembra che le reazione in Italia sia quella della polvere sotto il tappeto. Mentre la UEFA sta avviando la sperimentazione dei giudici di porta anche in Champions League, in Italia è stato deciso che nelle principali trasmissioni RAI della domenica calcistica: “La Domenica Sportiva” e “Novantesimo Minuto” la presenza della moviola sarà decisamente ridimensionata e ricondotta ad un modello più controllato e governato dalle istituzioni del calcio. Se ho ben capito la motivazione ufficiale è stata che ciò viene fatto per “svelenire le polemiche” e qui però bisogna chiarire se nascono prima le polemiche o la moviola.
Premetto che chi si ripropone di svelenire le polemiche mi suscita, in linea generale, una certa diffidenza, specialmente se lo fa occultando ciò che, a suo dire, potrebbe scatenare la polemica: alla fine mi pare sempre e solo un modo per abbellire un intento essenzialmente censorio. Tuttavia qui c’è un elemento che sfugge a molti, probabilmente sopratutto a quelli che seguono solo il calcio di Serie A: ovvero il fatto che le polemiche sugli arbitraggi esistono e sono altrettanto vigorose anche nelle categorie in cui non c’è né moviola né alcun genere di ripresa filmata degli eventi. Questo accade perché il tifoso di calcio parte dal presupposto che una sconfitta della sua squadra, in quanto fatto delittuoso, debba avere per forza un colpevole ed il caso più semplice è quello in cui il colpevole è l’arbitro, elemento esterno e relativamente indifeso. Per questa ragione, laddove il tifoso abbia la più vaga impressione che ci sia stato un errore arbitrale che abbia svantaggiato la propria squadra, la vaga impressione diventa immediatamente certezza e di fronte a questa certezza solo l’evidenza delle immagini può far cambiare idea, e non sempre. Detto in altri termini se in presenza della moviola una certa percentuale di episodi dubbi diventano errori arbitrali, con conseguenti processi e sentenze di condanna del reprobo, in assenza della moviola il 100% degli episodi dubbi diventano errori. Pensiamo a quanti fiumi di inchiostro si scrissero sul famoso gol di Turone che, in assenza dei mezzi tecnici oggi disponibili, era passato come clamoroso abbaglio dell’arbitro, che invece aveva deciso correttamente per l’annullamento. In assenza di moviola non si placherebbero quindi le polemiche ma tuttalpiù si estenderebbero anche agli episodi che la moviola invece chiarisce.
Assodato quindi che la motivazione ufficiale è una fesseria ce ne sono di più profonde? Alberto Bisin su noisefromamerika ne enumera alcune, tutte condivisibili e che forse hanno contribuito a costruire il consenso attorno alla decisione, ma alla fine quando il processo decisionale è complesso, quando bisogna fare qualcosa ma non si sa cosa fare è spesso l’istinto e non un grande disegno strategico a suggerire la soluzione e l’istinto di mettere la polvere sotto il tappeto è molto ma molto diffuso.

4 Agosto 2010

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