Il silenzio degli avvoltoi

Ogni volta che si verifica una tragedia ognuno di noi entra in uno stato d’animo particolare, c’è la ricerca di un senso, di una motivazione, di una causa. E’ come se si aprisse un varco nella nostra razionalità perché si è giunti a qualcosa che non sappiamo gestire con il fatalismo con cui accogliamo gli eventi quotidiani. C’è chi  conosce e sfrutta questo meccanismo psicologico per innestare nella testa delle persone tarli che lì rimangono poi lì a categorizzare quello e altri eventi. Costoro si definiscono solitamente avvoltoi.
Intendiamoci, proprio perché abbiamo bisogno di risposte ognuno di noi cerca di darle e cerca quindi di farsi un’idea delle ragioni di quanto accaduto e di quello che si sarebbe potuto fare per scongiurarlo, in ciò rischiando di essere scambiato per un avvoltoio ma chi cede ad una umana tendenza non va confuso con chi cerca di manipolarla per fini propri.
225px-guido_bertolaso.jpgChe il sottosegretario Bertolaso avesse una discreta propensione alla professione di avvoltoio era già emerso ai tempi della polemica sui soccorsi al terremoto di Haiti, in occasione della quale aveva criticato l’intervento americano causando un mezzo incidente diplomatico, ma soprattutto invitando i media internazionali a scoprire la vergogna della non-ricostruzione seguita al sisma in Abruzzo, a scoprire il fatto che dopo un anno le macerie erano ancora in mezzo alle strade dell’Aquila e che sono state poi sgomberate, in parte, solo grazie ai volontari locali. Dopo aver quindi fatto allora, di fronte a mezzo mondo, la figura del più borioso dei ciarlatani, il capo della protezione civile, noto per la sua abitudine di farsi curare i dolori alla cervicale da fanciulle brasiliane, non si è tirato indietro nemmeno dopo la strage di Duisburg, spiegando che siccome in Italia i Grandi Eventi sono gestiti dalla Protezione Civile certe cose non succedono e spiegando che questo era appunto l’intento della legge che regolamentava il settore e non era invece, come qualcuno maliziosamente pensava, di aprire una corsia preferenziale nella quale ogni speculazione e violazione delle legge era permessa.
Non ho idea se anche questa volta l’uscita del Bertolaso ha causato un caso diplomatico o meno ma, anche solo per rispetto nei confronti dei parenti delle vittime che possono non avere piacere nel vedere il proprio cordoglio sfruttato per motivi elettorali, mi sento di fare una modesta proposta. Abbiamo fatto tante leggi ad-personam, perché non farne una anche ad-Bertolasum, imponendo al sottosegretario il silenzio stampa per almeno il mese successivo ad ogni grande calamità? Sarebbe di giovamento a tutti e potrebbe raccogliere forse anche un consenso bipartisan.

27 Luglio 2010

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