Class action, addio

Dopo quello all’Irlanda, ecco un altro addio ancora più doloroso. Ricordo che tempo addietro ebbi a dire che a mio avviso la cosa migliore fatta dallo sgangherato governo Prodi era stata l’introduzione in Italia della class action. Oggi siamo già qui a celebrarne il funerale…
La class action nasce dalla constatazione che la giustizia ha sempre più le caratteristiche di un servizio offerto secondo le regole del mercato per cui chi ha più ha possibilità economiche più si può valere della giustizia. Questo fa sì che le aziende tendano sempre più a compiere piccole truffe nei confronti dei consumatori contando sul fatto che nessun consumatore sosterrà mai le spese di una causa, per di più contro un’azienda difesa da avvocati affermati e strapagati, per avere indietro poche decine di euro. Così è stata introdotta in molti paesi la class action che consente ai consumatori truffati da un’azienda di condividere le spese legali in un’unica azione comune. In Italia la class action era stata introdotta nell’indifferenza generale nel Novembre dell’anno passato dal governo Prodi, pare grazie al voto errato del senatore di Forza Italia Antonione (come dire, in Italia le cose positive se accadono, è per caso…). Secondo quanto riportavano i giornali in questi giorni, c’erano già ventiquattro cause contro grandi aziende, tra le quali in particolare Parmalat, pronte a partire all’entrata in vigore della legge, prevista per fine Giugno.
Visto però che l’italiano è da sempre abituato a prenderselo in quel posto silenziosamente senza lamentarsi, questa norma risulta del tutto avulsa dalla nostra cultura. Per questo la maggioranza di governo, sempre così attenta alla preservazione delle radici culturali italiche, ha prontamente deciso di mettere da parte questo bizantinismo anglo-sassone. Appena prima della sua entrata in vigore il nostro governo ha deciso di sospendere la class action, ufficialmente in attesa di riscriverla in forma decisamente migliore e più efficace, e questo in tempi che sono stati già individuati nella data delle calende greche, scelta, tra l’altro, che dimostra l’orientamento europeista della nostra maggioranza.
Di fronte a queste cose provo la stessa sensazione che si prova nell’aver ricevuto un pugno nello stomaco. La sensazione di dolore e di impotenza di chi si incaponisce a credere che questo paese si possa davvero trasformare magicamente in un paese civile e riceve giornalmente cocenti delusioni.

Aggiornamento: il Ministro Scajola ha annunciato che la class action, riveduta e corretta, entrerà in vigore a partire dal 1 Gennaio. Vedremo…

17 Giugno 2008

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