Draquila e la profezia di De Gregori

dipartimento_della_protezione_civilesvg.pngLegalizzare la Mafia sarà la regola del duemilacantava De Gregori nel lontano 1989. Chissà cosa aveva in mente il cantautore con questa sua profezia… Personalmente ricordo che questa frase mi evocava allora più che altro scenari giudiziari, sanatorie, insabbiamenti, magari limitazioni alle possibilità di indagini, come quelle introdotte dalla legge sulle intercettazioni che il nostro Governo ha comunque preparato, giusto per non farsi mancare nulla. Non mi sarebbe mai venuto in mente l’idea invece di creare o modificare un’istituzione dello Stato in modo che subentrasse più o meno apertamente alla Mafia nel gestire una certa fetta di business.
Il film Draquila, ultima creazione di Sabrina Guzzanti, ci racconta quanto e come la regola “Legalizzare la Mafia” possa avere avuto simili declinazioni e che questo intento era nella testa di quella cordata di personaggi della politica e dell’imprenditoria italiana che hanno cercato di fare della Protezione Civile una sorta di Mafia legalizzata. Nel business della Mafia da molto tempo le attività puramente illecite (spaccio di droga, contrabbando, prostituzione) sono state superate da attività lecite ma condotte tramite pratiche illecite: edilizia abusiva, appalti pubblici ottenuti fuori dai canali leciti, produzione industriale fatta sfruttando lavoro in nero, eccetera. Il grande problema per sfruttare al meglio questo business era sdoganare comportamenti di questo genere in modo che vi fosse un accesso privilegiato a pratiche illecite per i normali cittadini, ma senza il rischio di cadere nella rete dell’odiatissimo potere giudiziario. L’uovo di Colombo, il grimaldello per far saltare la cassaforte dello Stato, è stata l’idea dei “Grandi eventi” da raggruppare a quello delle Calamità sotto il cappello di un’istituzione meritoria come la Protezione Civile, per dar una parvenza di onorabilità alla squallidissima operazione. Lasciando sufficientemente arbitraria la definizione di “Grandi Eventi” si creava un corridoio, controllato dalla politica, in cui realizzare opere pubbliche ma anche private, in spregio ad ogni regola ed al di fuori di ogni regime concorrenziale, che è poi il grande vantaggio delle organizzazioni malavitose.
sabina_guzzanti-venezia.jpg
Il film è soprattutto la presentazione di tutta questa operazione della quale L’Aquila non è stata che la punta di diamante. Anzi forse paradossalmente il terremoto in Abruzzo si è ritorto contro chi lo aveva sfruttato come straordinaria operazione di marketing dell’intera operazione ed ha invece portato più enfasi sulle denunce, allorché l’operazione è venuta a galla insieme al marcio che portava con sé. Probabilmente il film della Guzzanti ha avuto la risonanza che ha avuto perché parlava del terremoto, altrimenti la verità sul progetto “Grandi Eventi” non sarebbe andata oltre alla visibilità di una puntata di Report. Tuttavia la sala semivuota non mi ha lasciato molto ottimista nemmeno sulla capacità del film di propagare l’informazione al di là del pubblico consueto di certi contenuti.
Se volete saperne di più vedetevi il film che è fatto molto bene, unendo sapientemente alla denuncia sull’operazione “Grandi Eventi” un’indagine sull’Italia che applaude a questa classe politica, che è incantata dai giochi di prestigio mediatici, che considera un eroe chi li ha sfrattati e sistemati in prefabbricati in cartongesso in cui non si può nemmeno piantare un chiodo alle pareti. E’ questa in fondo l’Italia che permette a quell’altra Italia di prosperare e non verremo mai fuori dalla cloaca dell’Italia di oggi se non capiremo perché tanti stanno così bene in fondo alla cloaca.
Alla fine se confronto ancora quello che vedo oggi, con quello che mi suggerivano le parole di De Gregori, mi vien da dire che l’idea che allora avevamo di chi ci governava era di politici che, nei ritagli di tempo intrallazzavano, oggi invece l’immagine che abbiamo dei nostri governanti è di intrallazzatori che nei ritagli di tempo fanno i politici e anche male purtroppo.

7 Giugno 2010

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