Salvate Martin!

Sono passate poche settimane da quando improvvisamente i vertici della Juventus sono stati ribaltati, con l’ascesa alla Presidenza di Andrea Agnelli, con il successivo avvento di Marotta che ha determinato l’interruzione della trattativa con Benitez e la sostituzione con Del Neri, oltre alla messa da parte di Secco e Bettega ed una generale revisione delle strategie di mercato. Non ci si poteva aspettare che quelle strategie dessero risultati immediati ma ci sono alcune cose che potrebbero e andrebbero chiuse immediatamente e su cui invece la nuova dirigenza sembra colpevolmente distratta.
Nella peggior stagione della storia della Juventus da che il sottoscritto è al mondo, non ho mai avuto un solo dubbio nell’identificare il principale lato positivo: si chiama Martin Caceres. Arrivato in sordina dal Barcelona, aveva iniziato in modo difficile, ma una volta raggiunta una condizione atletica accettabile Martin ha fatto vedere quanto vale che è veramente molto. Velocità, controllo di palla, cross e tiro, determinazione, perfino colpo di testa, benché non sia certo una torre: tutte qualità che ne hanno fatto a mio avviso, nel breve volgere di pochi mesi ed in un contesto che peggio non poteva essere, il miglior laterale destro di difesa della Juve degli ultimi vent’anni. La conclusione della stagione è stata condizionata da una pubalgia che lo ha spesso fermato, ma questo non può etichettarlo come giocatore atleticamente in difficoltà: la pubalgia è un disturbo da cui si guarisce. Rimane il valore di un giocatore che la Juve si è quasi trovata per caso ma che è una fondamentale base per la ricostruzione, anche perché in quel ruolo non ci sono molte alternative e i nomi che circolano (primo tra tutti Cassani) sono decisamente inferiore all’uruguagio e certamente non all’altezza della grossa responsabilità che avrà chi ricoprirà quel ruolo nella prossima stagione: ovvero far dimenticare i disastri difensivi di quest’anno.
Oggi apparentemente scade il diritto di riscatto dal Barcelona del giocatore, se la nuova dirigenza sarà così miope da lasciarlo partire inizierà il suo percorso con un tragico errore, che potrebbe tra l’altro essere reso evidente ai prossimi mondiali se Martin ripeterà le prestazioni viste in bianconero. Vorrei non fosse così, vorrei che l’incompetenza, le scelte azzardate o superficiali fossero confinate al passato. Vorrei che l’epoca Marotta non fosse la fotocopia dell’epoca Secco. Speriamo bene.

31 Maggio 2010

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