Il tema arbitri

Uno dei temi più dibattuti di questi Campionati Europei è, come al solito, quello degli arbitri.
Non parlerò qui degli episodi che hanno interessato gli incontri dell’Italia perché non mi sento di poter essere obiettivo, anche se ribadisco che il gol di Van Nistelrooy non era regolare. D’altra parte non c’è bisogno di tirare in ballo l’Italia per trovare errori gravi ed arbitraggi insufficienti, a cominciare dalla direzione inguardabile in Olanda-Francia di Fandel (già pessimo in Portogallo-Turchia), per proseguire con il gol in netto fuorigioco convalidato alla Polonia contro l’Austria o anche la stessa direzione ridicola dell’austriaco Plautz in Svizzera-Portogallo, così come la direzione di Vink in Svezia-Spagna. Sono arbitraggi che avrebbero destato scandalo in Prima Categoria e che non possono avere cittadinanza in una manifestazione internazionale.
Ci sono indubbiamente alcuni problemi tecnici che interessano l’arbitraggio continentale: intanto la diversa enfasi che diverse federazioni pongono sulla qualità degli arbitri, la qual cosa produce un disparità enorme nella qualità dei direttori di gara, in secondo luogo continua a perpetuarsi quella differenza di interpretazione regolamentare abissale nella valutazione di falli, scorrettezze, ammonizioni, tra arbitri di diverse federazioni. Nel calcio di oggi questa differenza sembra ormai anacronistica visto che ormai nei campionati europei la maggior parte dei giocatori non sono autoctoni e non ha senso che all’assenza di confini di nazionalità si contrapponga le presenza di tali barriere regolamentari.
Soprattutto però c’è il vecchio tema dei mezzi tecnici di supporto. Trovo semplicemente ridicolo continuare a vedere il calcio tecnologico di oggi, in cui ogni movimento è ripreso da cento telecamere, diretto da un signore solo in mezzo al campo che corre e sbuffa su e giù e al quale in molti casi sfugge quello che tutto lo stadio ha visto. E’ come se il Presidente di General Motors andasse in trasferta in autostop. E’ significativo il fatto che in questi Europei molto spesso i giocatori invitino l’arbitro a guardare il replay sul maxischermo per fargli capire che sta facendo una fesseria. La situazione nella quale l’arbitro cerca di calmare i giocatori che protestano mentre sul maxischermo viene trasmesso il replay in cui si vede che era fuorigioco di 5 metri mette il direttore di gara nel ruolo di “scemo del villaggio”, che non lo aiuta ad avere la autorevolezza necessaria per poter condurre in porto la gara. La risposta finora data era quella di vietare la trasmissione dei replay al pubblico ma fortunatamente (probabilmente per pressioni varie di tv ed organizzatori) oggi il divieto è decaduto e spero che non sia ripristinato.
Doppio arbitro, moviola, rilevatore del gol, sono soluzioni che non ha senso continuare a tenere in soffitta. Ieri sera Tombolini ha svolto sulla RAI un’interessante dimostrazione del fatto che, contrariamente a quanto alcuni dicono, la moviola non fa perdere tempo, ovvero che si perde molto più tempo gestendo le proteste dei giocatori che a visionare il filmato. Nella realtà è evidente che le motivazioni tecniche di chi è contrario sono del tutto inconsistenti. Con tutto il bene che voglio a Le Roi Michel non posso credere che Platini pensi veramente le stupidaggini che dice in merito. Semplicemente il Presidente dell’UEFA è molto legato politicamente alle federazioni più “povere” che avrebbero più problemi a sostenere l’unico lato negativo della riforma arbitrale, ovvero i costi. Si tratta di avere un ulteriore giudice di gara e attrezzature tecnologiche sempre in perfetta efficienza. Nessun problema per Spagna e Inghilterra, non banale invece per Malta o Bielorussia. Il rischio concreto quindi è che si vada verso una sempre più marcata differenziazione regolamentare tra diversi contesti. E’ di certo poco romantico pensare che si vada verso una sempre maggiore differenziazione tra calcio professionistico e calcio dilettantistico, ma mi chiedo se la battaglia per l’uniformità non sia una battaglia persa e anche un po’ autolesionista.

16 Giugno 2008

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