Pubblicità ingannevole o solo pubblicità?

Ho trovato sul corriere.it una recensione delle nuove chiavette HSPA 14.4 e 28.8 che dovrebbero consentire di accedere alla rete di telefonia mobile trasmettendo dati ad alta velocità. La principale critica fatta nel pezzo, al limite dell’accusa agli operatori di pubblicità ingannevole, è che quasi mai la velocità di targa viene effettivamente sperimentata dal cliente che in genere va molto più piano.
Ovviamente lavorando in un operatore di telefonia mobile posso giustamente essere accusato di essere di parte, ma una precisazione va fatta. La rete UMTS, di cui l’HSPA è un’evoluzione, funziona più o meno come l’acquedotto municipale. I dati che gli utenti trasmettono e ricevono finiscono nello stesso tubo e, a differenza di quanto accade nella rete fissa, la rete di accesso non ha la possibilità di riservare risorse al singolo cliente. Questo sia perché le problematiche di interferenza elettromagnetica e le preoccupazioni ambientali costringono a limitare le risorse messe in aria a disposizione dei clienti e quindi, per massimizzarle, obbligano gli operatori a metterle in comune, sia soprattutto perché la rete mobile deve consentire al cliente di muoversi sul territorio in modo non prevedibile dall’operatore, che quindi non può dimensionare la rete in modo da consentire al cliente di avere sempre la stessa capacità di banda ovunque vada.
Allo stesso modo laddove si parla di 14.4 Mbyte si parla di una velocità di picco che il cliente potrà sperimentare ovviamente solo in presenza di una rete di accesso a lui riservata. Benchmark efficaci dovrebbero quindi essere fatti a notte fonda e sperando che non ci siano troppi nottambuli di Internet in giro. Ci sono poi naturalmente politiche di preservazione di un livello di qualità accettabile che impediscono ulteriori connessioni quando la banda a disposizione si è ridotta, ma la soglia oltre la quale scattano queste politiche è decisamente più bassa del valore massimo (14.4 o 28.8) sempre per trovare un compromesso tra qualità della rete e suoi costi.
Tornando al parallelo con l’acqua immaginiamoci ad esempio che il Comune in cui abito annunciasse che è stata raddoppiata la portata delle tubature dell’acquedotto municipale o la pressione con cui viene pompata l’acqua, naturalmente me ne rallegrerei. Ovviamente però se sto in cima ad una collina ed i nuovi vicini della villetta sotto casa mia tengono l’acqua aperta dal mattino alla sera per bagnare i fiori, non noto la differenza e penso che quelli dell’acquedotto mi abbiano raccontanto una balla.
Potrebbe essere forse più chiara la comunicazione? Può darsi, ma non credo che la comunicazione manchi mai di sottolineare che la velocità non è “di 14.4″ o “28.8″ ma bensì che è “fino a 14.4″ o “fino a 28.8″. L’unica alternativa che vedo potrebbe essere pubblicare un dato medio (ammesso che possa essere calcolato) ma sarebbe comunque fuorviante ed in quanto dato medio sull’intero territorio si presterebbe a polemiche da parte dei clienti che si trovano abitualmente sotto aree di copertura più congestionate e quindi sperimentino una banda media inferiore a quella sperimentata a livello nazionale. Non credo che nessuno si scandalizzi più del fatto che i vettori low cost pubblichino pubblicità con slogan tipo: “Vola a Londra a partire da 5 Euro” per scoprire al momento della prenotazione che la tariffa è 10 volte superiore. Non potendo dettagliare in un singolo messaggio pubblicitario tutte le infinite modalità tariffarie, comunicano la più favorevole.

4 Giugno 2010

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