La notizia che ci aspettiamo

La differenza tra il taglio con cui Tuttosport e il Corriere dello Sport hanno riferito dell’udienza di Calciopoli di Martedì scorso è da libro di testo sulla Comunicazione Mediatica. Il Corriere dello Sport scrive: “Calciopoli: stavolta è l’accusa a fare gol” e poi “Agli atti 78 nuove telefonate e la confessione televisiva di Moggi che prende qualche brutta botta anche da Ancelotti”. Tuttosport, che pure ha coperto in modo amplissimo l’evento, non riporta nulla di tutto ciò in prima pagina e nell’interno ironizza sui PM: “Il PM Narducci cambia idea a aggiunge 37 telefonate” e minimizza la portata di quanto dichiarato da Ancelotti: “Niente accuse da Ancelotti”. Dove sta la verità? Difficile da spiegare in poche parole. Sicuramente non si conosce ancora il contenuto delle nuove telefonate e quindi si possono fare tutte le congetture, sicuramente la confessione televisiva di Moggi non contiene nulla che Moggi non avesse ammesso in altre sedi (la regalìa della SIM svizzere a Bergamo e Pairetto), altrettanto sicuramente un lungo interrogatorio come quello di Ancelotti (i cui aspetti più interessanti potete trovare qui) può contenere sia delle ipotesi a favore che contro la difesa e basta evidenziarne uno o l’altro ed ho trovato davvero significativo l’articolo con cui Repubblica riferisce sul tema, perché il contenuto sembra fatto apposta per minimizzare quanto riportato dal titolo.
E’ comunque evidente che le due testate sportive, a partire da alcuni fatti oggettivi, tessono la loro tela comunicativa in direzioni completamente opposte. La cosa ancor più curiosa è che l’editore dei due quotidiani è lo stesso e quindi sono da escludere influenze “politiche” dall’alto. La mia impressione è semplicemente che Tuttosport è il giornale sportivo di Torino ed il Corriere è quello di Roma ed i rispettivi lettori si attendono per la massima o almeno buona parte, gli uni di leggere che il processo dà ragione a Moggi, gli altri che gli dà torto. Non c’è quindi una congiura, un’influenza dall’alto, non c’è null’altro che la volontà di blandire il proprio lettore, di tenerselo stretto confermandolo nelle sue ipotesi, nei suoi desideri.
La domanda che mi faccio in questi casi è però se il desiderio del lettore è sempre e solo di vedersi confermato nelle sue ipotesi o nelle sue aspettative. Temo purtroppo che la risposta sia sì.

13 Maggio 2010

2 commenti a 'La notizia che ci aspettiamo'

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  1. Andrea G afferma:

    Conclusione triste per quanto reale. Almeno quanto gli ultimi 5 scudetti dell’inter. :)

  2. Coloregrano afferma:

    Quelli però non erano in linea con le nostre aspettative :-)

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