Peggio del 2006

Sono giorni tristi per noi con il bianco e nero appiccicato in fronte. La stagione di Serie A peggiore della Juve, da quando sono al mondo, si sta concludendo senza alcuna soluzione di continuità rispetto a quanto visto nel resto del Campionato. Nemmeno il recupero di molti titolari ed una condizione per una volta costante (costantemente scadente) nel corso del match ha evitato l’ennesima sconfitta contro il Parma. Il solito gioco intasato davanti all’area di rigore avversaria che non riesce a trovare respiro sulle fasce, la solita difesa incerta, i soliti straordinari per Gigi questa volta insufficienti ad evitare il tracollo.
Finisce così un’annata che doveva essere quella del definitivo rilancio e che invece precipita la Göba in una voragine dalla quale è davvero difficile uscire.
Il tifo organizzato, nella sua idolatria irrazionale per i simboli, è stato placato dall’arrivo di Andrea Agnelli, ma se la prima mossa che si annuncia è la cessione di Buffon non c’è da stare allegri. Cedere Gigi è un grossissimo errore, tenuto conto che è tuttora uno dei migliori al mondo e che il ruolo di portiere non è così monetizzabile da potersi permettere grandi investimenti con il ricavato della cessione. Se l’altra mossa sarà l’arrivo di un tecnico di medio livello (Prandelli, Allegri, Mancini ecc.) in luogo dei nomi altisonanti girati nelle ultime settimane (Benitez, Capello), la speranza di una decisa sterzata dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista dell’immagine, nelle sorti della squadra andrà delusa.
La partenza di Trezeguet e Camoranesi, pur ampiamente annunciata, contribuisce alla perdita di speranza di una continuità tra la squadra del 2006 e quella di oggi.
Si annuncia una campagna acquisti difficile in cui i molti partenti difficilmente potranno essere sostituiti da uomini di sicuro affidamento, sia per assenza sia di soldi che di campioni disponibili sul mercato. Quelli affermati sono già accasati nei club anglo-spagnoli senza possibilità di muoversi. Si annuncia una campagna abbonamenti deprimente che lascerà vuoto uno stadio Olimpico, giunto all’ultima stagione prima della migrazione al neo-Delle Alpi.
In definitiva la situazione è ben peggiore del 2006: allora si ricominciava dalla Serie B ma c’era un nucleo di giocatori di grande statura su cui basare la ricostruzione, c’era la voglia di rivalsa per una retrocessione sentita come ingiusta ed iniqua, c’era l’entusiasmo di chi non vede l’ora di ritornare in cima. Oggi la Juve sta perdendo le colonne di allora senza averle sostituite con elementi altrettanto affidabili, ha avuto tutto il tempo di recuperare ma non c’è riuscita, constata che i successi altrui non sono più frutto del ribaltone del 2006 ma di acquisti più pronti ed azzeccati (Milito, Sneijder e così via).
Siamo davvero di fronte ad una rifondazione e le prospettive sono ancora distanti, c’è il nuovo stadio che rappresenta una fonte di guadagno sicuramente importante e c’è l’impressione che la proprietà abbia compreso che chi si occupa di mercato deve avere una rete di contatti sviluppata e non può essere uno venuto dal nulla. Per il resto bisogna crederci, ma ci vuole molto ottimismo…

11 Maggio 2010

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