Autarchia!

autarchia.jpegIl Ministro della Cultura Sandro Bondi ha annunciato che non presenzierà il Festival di Cannes per protesta contro la presenza al Festival della pellicola di Sabina Guzzanti Draquila. Ovviamente la ricaduta mediatica dell’evento potrà essere solo positiva per l’evento: il fatto che se ne parli anche sui giornali francesi, facendo indiretta pubblicità al Festival, ne è testimonianza. Basti pensare quale pubblicità rappresentò ad esempio per il Festival del Libro il boicottaggio contro Israele di due anni fa.
Escludendo quindi che la decisione del Ministro sia legata ad autolesionismo non viene in mente che l’ipotesi che essa sia legata ad obiettivi di immagine interni ai confini nazionali. Accreditare l’idea che oltre confine parlino male dell’Italia perché sono invidiosi, cattivi, pieni di pregiudizi e male influenzati da alcuni incoscienti che vogliono il male del proprio paese, è una strategia mediatica che l’entourage del Presidente del Consiglio deve trovare molto seducente in questo periodo e che continua a riproporre su ogni tavolo. Il mondo esterno d’altronde è quello turpe in cui il malcontento dovuto alla crisi si abbatte su maggioranze parlamentari regolarmente bocciate dagli elettori, mentre la nostra resiste, il mondo esterno è quello che ci annovera tra le economie a rischio mentre per Tremonti possiamo dormire sonni tranquilli, il mondo esterno è quello che ci critica per la nostra limitata libertà di stampa e per i nostri elevati tassi di corruzione mentre Berlusconi ci spiega che di libertà di stampa ce n’è fin troppa. Se il PdL sembra aver convinto gli elettori che ogni critica mossa dall’interno dei confini nazionali è giustificata solo da odio ed invidia, cerca ora di spiegare perché anche al di fuori dei confini il nostro governo piaccia poco.
C’è da aggiungere che l’immagine dell’assedio è sempre molto usata dai regimi per stringere attorno a sé i propri sostenitori in situazioni di forte crisi e il regime berlusconiano non fa eccezione. Secondo molti il periodo dell’autarchia fu sì negativissimo per l’economia italiana, ma rinsaldò la popolarità del regime e di Mussolini.
Come al solito il problema principale di questi atteggiamenti da regime, che l’entourage berlusconiano assume, è che si sta parlando di un regime incompiuto, che non ha ancora soppresso nè la libertà di espressione né la libertà di stampa, anche se le ha addomesticate, e quindi, nonostante tutto, esistono ancora opinioni divergenti, comprese quelle espresse dalla stessa minoranza finiana del PdL. In questo contesto l’immagine dell’assedio pare più una deformazione paranoica. L’altro problema è che il governo italiano non fa paura a nessuno e le sue bizze risultano solo folcloristiche con l’unico risultato di togliere ulteriore credibilità al nostro esecutivo e, con esso, al nostro paese e non se ne sentiva proprio il bisogno.

12 Maggio 2010

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