Le nostre speranze affidate ad un trifoglio

C’è un paese il cui simbolo è un popolare portafortuna, il trifoglio. Scelta migliore non poteva fare la nazione nelle cui mani sono i destini del nostro continente. Domani si terrà infatti in Irlanda un referendum che è forse uno degli eventi più importanti della storia dell’Unione Europea.
L’Irlanda vota per decidere se approvare il Trattato di Lisbona. Come già per la Costituzione Europea anche per il Trattato di Lisbona è sufficiente che anche un solo paese non ratifichi il trattato perché esso decada; questo nell’ottica del criterio unanimista che ha da sempre immobilizzato l’Unione Europea.
La Costituzione Europea è stata affossata in altrettanti referendum da francesi e olandesi, in uno dei più grandi atti di autolesionismo collettivo che la storia ricordi e molti paesi hanno scelto di evitare il referendum proprio per non correre lo stesso rischio. Gli irlandesi no. Forse perché l’Irlanda, come sottolineava il celebre giornalista Brendan O’Connor, proprio grazie all’Unione Europea, è passata dall’essere un paese sottosviluppato ad una nazione modello per sviluppo e innovazione e nessuno si sarebbe aspettato che anche qui gli euroscettici fossero così tanti. Eppure, evidentemente, anche in Irlanda gli autolesionisti non mancano ed i sondaggi sono piuttosto in bilico.
Se il Trattato non passasse le conseguenze sarebbero disastrose. Ancora per chissà quanto tempo l’Europa sarebbe immobilizzata dall’unanimismo e le sue istituzioni continuerebbero a non avere nessun potere. Questo farebbe scivolare ulteriormente in basso la nostra possibilità di influenza nelle vicende internazionali nelle quali i governi nazionali ormai sono marionette nelle mani degli interessi delle multinazionali, di fronte alle quali il potere politico, che è l’unico sul quale abbiamo qualche forma di influenza, è ormai del tutto impotente.
Tutto ciò che si può dire è “speriamo bene” e affidarsi al trifoglio, anche se è sempre triste accorgersi di doversi affidare alla fortuna e non all’intelligenza dei cittadini.

11 Giugno 2008

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