La giustizia negoziata

Si è concluso recentemente il processo legato alle violenze commesse nella caserma di Bolzaneto, in occasione del G8 di Genova del 2001, con il riconoscimento della colpevolezza di tutti i 44 imputati. Capita però che in ambito penale la condanna sia scattata solo per 7 imputati, essendo stati tutti gli altri reati provati e accertati ma prescritti. Evito il consueto pistolotto su quanto è odiosa la prescrizione e su quanto assurda sia la lunghezza dei processi così come sulla capacità di autoassoluzione che dimostrano sempre le nostre forze dell’ordine. C’è una cosa di questa vicenda che mi lascia perplesso: perché una sentenza finalmente esemplare scatta solo quando il reato è ormai prescritto? C’è una norma non scritta che vieta di condannare poliziotti di un certo rango e quindi solo la scappatoia della prescrizione offre ad un giudice la possibilità di scrivere una sentenza veritiera e non condizionata da veti e pressioni? E’ troppo sospettare che la severità dimostrata nel giudizio della Corte d’Appello di Genova sia stata negoziata in base a rassicurazioni sull’intervento della prescrizione? Suona irrealistico che la Corte abbia potuto decidere in libertà ed in modo equo, solo perché poche erano le persone che rischiavano un’infamante condanna detentiva? Le storie dei processi contro Andreotti e Berlusconi sono pieni di sentenze tirate per i capelli: da una parte per salvare la deontologia professionale del giudice che impedisce ai giudici di scrivere sentenze fasulle, dall’altra per aggirare l’impossibilità di emettere sentenze di condanna nei confronti di certi personaggi. Creso sarebbe interessante scoprire come si svolgono queste trattative, questi negoziati, magari in cene segrete,  magari nel separè di localini fuori mano.
Secondo indiscrezioni l’ex-amministratore della Juve Giraudo è stato vittima di una di queste negoziazioni, nella quale era stata fatta al suo avvocato la promesssa di un’assoluzione nel processo Calciopoli, promessa per la quale l’avvocato aveva optato per il rito abbreviato. Così il Giraudo, a dispetto delle promesse e dell’assenza di elementi probanti, si è ritrovato con una bella condanna a tre anni per frode sportiva, senza nemmeno aver capito il perché.
Insomma ancora nella vicenda di Giraudo si dimostra che il modello che funziona meglio non è quello da sukh arabo, in cui si negozia anche quando non ce n’è bisogno, ma quello in cui valgono regole e leggi e non la persuasione personale. Ma che dire, a noi piace così…

31 Marzo 2010

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs