La terza stella

Chi ha vissuto gli anni 80 e si ricorda della Torino di allora e di come la nostra città era vista dal di fuori non può che stropicciarsi gli occhi incredulo leggendo la notizia che la guida Michelin ha omaggiato della terza stella la città pedemontana. Non posso non ricordarmi degli anni nei quali, quando chiedevi un parere su Torino, ti veniva descritta come una città grigia, triste, la cui massima attrattiva pareva essere la catena di montaggio della FIAT.
Rispetto ad allora non ci sono state novità stravolgenti, i monumenti principali sono sempre quelli: di nuovo c’è il Museo del Cinema magari, ma non si tratta propriamente di un’attrattiva di portata sconvolgente. Ho l’impressione che quello che è cambiato è il pensare alla città come al proprio salotto di casa, da pulire e rassettare per renderlo accogliente verso gli ospiti facendoli sentire comodi e a proprio agio. Quello che è cambiato è che piazza Castello, che negli anni 80 sembrava uno svincolo autostradale, è una piazza con fontane e panchine, in cui è bello passeggiare o sedersi a guardare; è cambiato che il museo Egizio ha l’aria di un museo e non di uno sgabuzzino; è cambiato che oggi c’è una linea di metrò che attraversa la città anche se molti sostenevano che non servisse; è cambiato che la Reggia di Venaria non è un rudere decrepito ma una splendida residenza barocca; è cambiato che vecchi capannoni industriali fatiscenti sono stati sostituiti da nuovi palazzi non tutti bellissimi ma che danno almeno la sensazione di una città viva.
Va ricordato che queste cose non sono arrivate gratuitamente ma hanno al contrario richiesto all’amministrazione pubblica di aprire i cordoni della borsa. Dovremmo ricordarci, quando invochiamo pesanti tagli fiscali, che quello che noi paghiamo al fisco va anche a finanziare opere che rendono più belle ed accoglienti le nostre città. Quando solidarizziamo con il tamarro che impreca contro il Comune per una multa presa per aver lasciato la macchina in doppia fila, dovremmo ricordarci che quei soldi, che il tamarro probabilmente spenderebbe al videopoker, verrano invece utilizzati per fare la manutenzione di un’aiuola o di un monumento.
Sia come sia godiamoci questa terza stella, contando sul fatto che, questa volta, non ci sarà nessun Guido Rossi a portarcela via…

8 Giugno 2008

2 commenti a 'La terza stella'

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  1. -maSsi- afferma:

    ciao a tutti… e’ da poco che ho imparato a conoscere torino (per chi non lo sapesse nasco e passo i miei primi 28 anni a Roma)… e devo dire che mi sono dovuto ricredere anche io sull’equivalenza tra Torino e il grigio.
    Premesso che i ricordi adulti fino al 2007 erano quelli del tragitto Porta Nuova - Delle Alpi (quindi non dei migliori)… sto imparando ora a scoprire una citta’ culturalmente viva, con un centro storico davvero delizioso, ben tenuto, con ottimi palazzi e una vitalita’ che non avrei immaginato.
    Purtroppo non potra’ essere mai come la mia citta’… - passatemela :) - ma e’ senza dubbio piu’ interessante di quanto potessi immaginare.

    PS: per la terza stella… in realta’ potevate averla prima se aveste eletto Lucky Luciano Sindaco. :)

  2. cri afferma:

    A proposito di salotti, non dimenticare il Quadrilatero Romano, piacevole per il passeggio e per le cene all’aperto in dehors che non ti fan venir la nostalgia delle docas di Lisbona o del Barrio di Madrid… :)

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