Sei non bastano ancora (2)

Uscendo un anno fa dallo stadio dove avevo appena visto la Juve pareggiare 2-2 contro il Chelsea e lasciare così la Coppa dei Campioni, facevo la considerazione che, per quanto gli infortuni che anche allora falcidiavano la squadra avessero inciso in modo determinante, tra l’altro compreso quello di Nedved durante la partita stessa, una squadra che giungesse all’episodio decisivo della stagione con in campo Grygera e Salihamidzic era una squadra con un organico insufficiente e quindi non adeguato a grandi ambizioni. Che la presenza decisiva in senso negativo dei due “parametri zero” abbia caratterizzato anche l’episodio decisivo a livello internazionale di questa stagione è il segno che, nonostante qualche sforzo in più in termini di ampliamento dell’organico, siamo ancora al punto di partenza. Non ce l’ho con i volenterosissimi Brazzo e Zdenek e tantomeno con Jonathan che quando non è infortunato dà sempre tutto e forse anche troppo visto che spesso finisce come Giovedì sera… Ce l’ho con una società che deve imparare a programmare anche i rischi e quindi evitare di cedere Ariaudo in prestito o lasciare Criscito a Genova per pochi spicci, per poi perdersi così i milioni della Champions e della Coppa Europa. Ce l’ho con chi da anni ha un numero di infortuni superiori alla media e solo ora ha cominciato a prendere in considerazione la possibilità che non sia solo una fatalità. E’ penoso che dopo aver preso quattro reti condite da due pali, ci sia chi attacca Diego, Camoranesi e Trezeguet: anche Mazinga e Goldrake all’attacco avrebbero faticato a sostenere una squadra alla quale bastava un cross da centrocampo per andare nel panico.
Vorrei però che queste considerazioni non facciano calare il velo su quanto combinato dall’arbitro Kuipers. Avevo già scritto che l’aggiunta, sperimentata in Europa League, dei due assistenti di area avrebbe aiutato senz’altro l’arbitro ma che non azzerava le capacità richieste ad un direttore di gara. Possiamo anche avere in campo dodici, venti giudici ma se l’arbitro principale ha studiato il regolamento sul bignamino purtroppo saremo sempre qui a commentare gare falsate, giudizi stravolti, sospetti di compensazioni e combine. Non so come sarebbe finita senza l’assurda espulsione di Cannavaro, probabilmente saremmo usciti lo stesso, ma temo che il signor Kuipers la regola 12 non l’abbia mai sfogliata o mai capita, o quantomeno che il suo concetto di “evidente opportunità di segnare una rete” sia piuttosto originale e questo un’organizzazione come l’UEFA non se lo deve poter permettere.

20 Marzo 2010

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