Alla riscossa!

Ci sono volte che seguire una partita dagli spalti costa così tante energie che pare  di essere in campo a giocare con i propri paladini e la giornata che ha segnato la prima vittoria dopo un mese della Signora è una di quelle. Tanti sono stati i ribaltamenti sul campo, nel risultato e nelle emozioni che si sono avvicendati all’Olimpico.
L’inizio era ancora più mesto della mestizia che aveva ricoperto le ultime esibizioni casalinghe (tre sconfitte ed un orribile pareggio): il Genoa imperversava sul campo e finiva anche per fare gol, mentre sugli spalti il pubblico della Curva Nord sembrava di nuovo intento principalmente a scambiarsi con i colleghi genoani bombe carta a ripetizione. Alla fine il risultato come al solito è che ci rimetteva uno che non c’entrava nulla, ovvero un poliziotto che finiva in ospedale. Forse se l’arbitro avesse sospeso la partita ai primi botti, come sarebbe stato doveroso, il poliziotto in oggetto se ne sarebbe tornato a casa tranquillo Domenica sera ma lo spettacolo deve continuare (che spettacolo poi?) ed ecco un’altra vittima della violenza cieca e della stupidità non solo di singoli delinquenti da stadio ma del sistema calcio nel suo insieme.
La partita si trascinava con la Juve che girava attorno al solito disperato Diego, disperato perché si muove, si agita, cerca palloni ovunque, ma attorno a sé il movimento è poco ed inefficace ed una giornata decisamente sottotono di Momo non aiutava. Alla fine però, come sempre in questa stagione, Martin saliva in cattedra e nel suo ruolo nuovo nuovo di centrocampista di destra cresce di minuto in minuto fino al cross che permette ad Amauri di salire in cielo come ai bei tempi e castigare Amelia. La Juve si riscuote, inizia a macinare gli avversari, l’impegno è totale, la determinazione feroce, la confusione ancora ben oltre la misura. All’intervallo si sentono, per la prima volta dopo secoli, perfino degli applausi. Il secondo tempo ricominciava con un super Martin, un Diego che dettava gioco e perfino Del Piero sembrava rinato ed era proprio il Capitano a sradicare la palla dai piedi di Mimmo Criscito, invogliare Diego ad una raffinatezza, ed andare a depositare in porta un gol splendido. Sembrava festa grande ma quando ancora si stava applaudendo il duetto Diego-Alex, Buffon si faceva prendere dall’entusiasmo e su un tiraccio di Mesto si faceva sfuggire il pallone: sarebbe stata solo una piccola imperfezione se Marco Rossi non avesse avuto un tempismo straordinario e non fosse riuscito ad anticipare il recupero del pallone di Gigi. I ragazzi però non si perdevano d’animo, si ripartiva subito: Diego, Martin, Alex, Amauri sembravano davvero nella giornata giusta ma segnare ancora sembrava un’impresa davvero oltre le forze. Giungeva però il momento del greco Papastathopoulos (cognome così lungo da costringere il tabellone ad usare un altro font rispetto a quello standard) che risolveva lui la partita allungando la gambetta proprio mentre Del Piero, scattato un centimetro più in qua della linea del fuorigioco, gli stava passando davanti, con ovvio aggancio e fallo da cui il rigore decisivo che il Capitano trasformava. E’ difficile vedere una squadra di fronte ad un rigore concesso a dieci minuti dalla fine accettare così sportivamente la decisione dell’arbitro eppure il Genoa così faceva: una bella scena in una giornata così scura per il calcio. Peccato che poi negli spogliatoi si scopriva che il fallo era fuori area (in campo non se n’era accorto nessuno) ed allora Gasperini, il tecnico genoano, si lanciava in una requisitoria contro l’arbitro Mazzoleni e soprattutto contro Del Piero, accusato di simulazione in modo talmente scorretto e pretestuoso da far pensare che Gasperini possa anche essere un grande allenatore ma un uomo troppo piccolo per essere il prossimo allenatore della Juve.
Di lì alla fine non succedeva più quasi nulla ma la paura che ancora la porta bianconera si potesse aprire agli avversari era tanta da lasciare fino all’ultimo una tensione palpabile.
Sì, lo so, è una vittoria fortunosa, giunta al termine di una gara a tratti inconcludente e anche grazie ad un errore dell’arbitro Mazzoleni, peraltro in stato confusionale per tutto l’incontro. Tuttavia è oro per una squadra che deve ritrovare soprattutto la tranquillità di poter sbagliare, perché solo prendendosi il rischio di sbagliare si possono compiere grandi imprese: il magico colpo di tacco di Diego che ha propiziato il primo gol di Del Pierone è l’emblema di tutto ci.

16 Febbraio 2010

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