L’Europa sconosciuta

Leggevo su La Stampa di Sabato il Buongiorno di Gramellini, che aveva per argomento la decadenza europea, e mi tornava alla mente una riflessione di qualche giorno addietro, fatta allorché mi era sembrato di scorgere, in un filmato su Euronews, il volto del Presidente dell’UE Herman Van Rompuy. Ho scritto “mi era sembrato” perché solo in quel momento mi sono reso conto che, pur guardando spesso notiziari su tv o Internet, avevo seri dubbi sulle esatte fattezze del personaggio in questione. Mi sono reso conto che, contrariamente a quanto accadrebbe per il più infimo sottosegretario in questi mesi non c’è stato una trasmissione, un approndimento, un articolo o un servizio del telegiornale sul personaggio in questione. Sarà anche poco carismatico, una presidenza debole come qualcuno l’ha definita, eppure c’è: a giorni ha convocato un vertice dell’UE per discutere gli scottantissimi temi della crisi economica, che potrebbe decidere del destino di paesi come Grecia e Portogallo, eppure nessuno ne parla, non sappiamo nemmeno che faccia ha, chi è, cosa ha fatto prima, se ha delle barche o delle ville in Sardegna, se ha la passione del golf o del modellismo. In realtà scopro che Van Rompuy scrive haiku: uno dice “I capelli volano nel vento, dopo anni c’è ancora vento, ma sfortunatamente non più capelli“. Non sembrano capolavori per carità, ma rispetto a Bondi siamo già un gradino sopra. Eppure questo signore non ha su tv e giornali italiani lo spazio che avrebbe un mediocre presidente di provincia.
Perché non se ne parla? Perché quello del nostro Presidente è un volto che i nostri media lasciano nell’oblìo? Provincialismo? Ignoranza? Paura di perdere potere da parte dei potentati politici nazionali? Questo e molto altro probabilmente, ma non c’è nessuna possibilità che ci sentiamo europei, che crediamo nell’Europa, che ci convinciamo che l’Unione Europea è l’unica speranza che abbiamo di arrestare il declino di un continente, se non ci vien detto nemmeno che esiste.

9 Febbraio 2010

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