Un personaggio di cui si sentiva il bisogno

Una volta in Italia c’era un Salone dell’Automobile, si svolgeva a Torino ed era un riferimento importante per il Mercato dell’auto. Poi arrivò un signore di Bologna, di nome Cazzola; si dà il caso fosse il proprietario dell’agenzia Promotor, organizzatrice del Motor Show di Bologna. Il consorzio dei Saloni di Torino, Lingotto Fiere, non versava in buone acque ed il Comune non aveva soldi in cassa. Cazzola rilevò il Lingotto Fiere per la cifra di 136 miliardi. Cazzola nega di aver voluto eliminare la concorrenza del Motorshow, fatto sta, che nonostante il mezzo milione di visitatori del 2000, il Salone chiuse bottega. In realtà, come era ovvio, la mossa spostò prevalentemente gli appassionati sul Salone di Ginevra e gli unici penalizzati furono quelli che per visitare un Salone dell’Auto devono fare un viaggio più lungo.
Si dà il caso poi che Cazzola fosse proprietario anche della Virtus Bologna di basket, che però vendette a fine 2000. Tre anni dopo la Virtus sarebbe fallita venendo cancellata dalla serie A. Cazzola non c’entrava più ma l’ipotesi che non sia proprio un re Mida non è campata in aria. Qualcuno probabilmente si lasciò quindi andare a gesti scaramantici quando nel 2005 Cazzola rilevò il Bologna Calcio per cercare di riportarlo in Serie A. I primi due campionati furono disastrosi: il Bologna rimase costantemente lontano dalla zona promozione nonostante i cospicui investimenti. Siccome è sempre difficile accettare le sconfitte Cazzola pensò bene di attribuirla agli arbitri, arrivando a scendere in campo durante una partita interna con il Brescia per invitare la squadra ad abbandonare il campo per protesta contro un paio di decisioni arbitrali niente più che dubbie. Forse se giocatori e dirigenti avessero acconsentito la punizione esemplare conseguente avrebbe consigliato questo personaggio a dedicarsi ad altro ed il calcio se ne sarebbe liberato. Purtroppo la squadra rimase in campo, Cazzola si beccò solo una lunghissima squalifica ma è tuttora lì e quest’anno il Bologna ha raggiunto la promozione tra mille polemiche su presunti favori arbitrali (tra cui un rigore inesistente e decisivo nell’ultimo incontro con il Pisa) e grazie ad un crollo finale della sorpresa Albinoleffe più legato, secondo molti, alla contrarietà della dirigenza ad affrontare i costi della Serie A che a ragioni tecniche.
Insomma Cazzola è il classico personaggio dal quale non compreresti mai nemmeno un auto usata, ma che fine fanno in Italia questi personaggi? Semplice, fanno politica. Non ci deve quindi stupire del fatto che Cazzola abbia recentemente polemizzato apertamente contro la mancata presenza di Cofferati alla partita decisiva per la promozione, evitando di sequire la squadra all’invito rivoltole dal primo cittadino. Il nostro sta già accarezzando l’idea di scendere in campo per la carica di Sindaco.
Amo molto Bologna e non auguro certo a questa bella città che le faccia fare la fine del Salone dell’Automobile o della Virtus, speriamo bene…

6 Giugno 2008

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