E adesso?

Erano occhi vitrei quelli con cui l’Olimpico vedeva ieri sera scendere le squadre in campo. Non era la chiusura della curva Scirea ma la chiusura degli stomaci biancoeneri a far calare un clima sordo sull’incontro.
La Juve però c’era, faceva sfogare per cinque minuti la Roma e poi iniziava a mulinare gioco. Il ritorno di Momo ritemprato dalla Coppa d’Africa dava al centrocampo un ritmo inusitato ed a quel ritmo si rifaceva vedere il Diego delle prime giornate, con una distribuzione di gioco spesso spumeggiante ed incisiva. La Roma manovrava con velocità ma la sua manovra non aveva quasi mai le caratteristiche della pericolosità, mentre la Juve entrava in area con gran facilità ed un numero ragguardevole di palloni piovevano davanti a Julio Sergio, mancando sempre solo la stoccata decisiva. Il primo tempo scorreva via con un pubblico che quasi incredulo guardava la Juve malata tenere il campo e mettere sotto gli avversari, dati in grandi condizioni. Certo, il gioco sulle fasce continuava ad essere improvvisato e né Marchisio né Brazzo riuscivano a creare lo spazio per gli inserimenti di Grosso e Grygera, ma nonostante queste falle che si chiuderanno solo, forse, con il rientro di Mauro German, si faticava ad essere insoddisfatti.
La ripresa iniziava, come il primo tempo, con la Roma in attacco, ma bastavano pochi minuti per rivedere la Juve del primo tempo e, batti batti, il gol veniva grazie al Capitano che si scagliava su un pallone vagante e lo faceva sibilare nell’aria come un colpo di schioppo che forava il gelo dell’Olimpico trasformandolo in entusiasmo e sollievo. Sembrava la volta buona e la reazione timida della Roma non faceva presagire grossi rischi ma proprio la spavalderia tradiva il nostro Giorgione che si allungava imperdonabilmente un pallone in fase di ripartenza regalando un insperato contropiede a Taddei che, giunto in area e fronteggiato da Grosso, cercava di aggirarlo, franando a terra come colpito da un raffica di mitra. Tagliavento indicava con sicurezza il dischetto del rigore.
Quando qualche giorno fa avevo sentito su Sky ricordare che Tagliavento era considerato il portafortuna della Roma, visto che quando arbitra lui la Roma vince quasi sempre, credevo si trattasse di una statistica priva di senso. Ho pensato poi fosse una combinazione il fatto che Tagliavento fosse anche l’arbitro di Cagliari-Juve del 2007, quando concesse prima due rigori dubbi contro la Juve e, concesso un terzo (del tutto inesistente) fu indotto a cambiare idea dal collaboratore di linea, cosa piuttosto insolita, che gli fece probabilmente notare che stava esagerando. Sta di fatto che quando poi l’incontro viene deciso da un rigore, piuttosto generoso, qualche dubbio ti viene.
In ogni caso, in attesa di scoprire dove e come c’è stato il contatto tra Grosso e Taddei, si andava sul dischetto con Totti che fulminava Buffon. Prima di ritornare verso il centrocampo il capitano romanista si preoccupava anche di irridere il pubblico della Curva Nord, perdendosi di botto la simpatia accumulata con gli spot pubblicitari. Qui sì che val la pena di chiedersi perché solo Balotelli viene criticato o addirittura multato per certi atteggiamenti.
Quando cerchi faticosamente di edificare una casa e poi un meteorite te la distrugge è difficile trovare la forza per ricostruirla; la Juve ci provava con piglio ma con troppa confusione. Finalmente entrava in campo Candreva che, rispetto a un Salihmidzic sempre più inconsistente, nei pochi minuti di esibizione faceva un figurone. Tuttavia, di lì a pochi minuti, le speranze della Juve si frantumavano quando una palla schizzata fuori area su un corner di Diego si trasformava in un rilancio che, con le nostre torri difensive lanciate all’attacco, coglieva di sorpresa gli improvvisati centrali Sissoko e Marchisio, che si facevano bucare dall’inserimento centrale di Riise. Il norvegese filava tutto solo verso Gigi che non poteva far altro che buttarlo giù prendendo poi senza esitazioni la strada degli spogliatoi.
Di lì alla fine la partita si trascinava stancamente tra una Roma che dimostrava di non disdegnare il pari e i nostri sfibrati e sfiduciati che lottavano senza costrutto. Una dramma non può però avere un finale mediocre ed il dramma della Juve non può esser da meno ed allora ci pensava ancora Riise, all’ultimo minuto di recupero, a spedire in rete un lungo cross di Pizarro senza che un Brazzo improvvisato da Ferrara terzino, riuscisse nemmeno a dargli un po’ fastidio.
E’ difficile commentare una sconfitta come questa, che in un altro momento susciterebbe mille processi e che oggi, nello sconfortante panorama attuale in bianco e nero, pare quasi consolante. Di certo la società dimostrerebbe una straordinaria incoerenza nel levare oggi a Ferrara quella fiducia concessagli dopo le precedenti umilianti sconfitte. La coerenza però è talmente rara oggi che parrebbe quasi sorprendente.
Del fatto che l’incontro si sia giocato con la Curva Scirea chiusa per i cori razzisti contro Balotelli e del fatto poi che sui cori razzisti contro Sissoko, che due volte si sono sollevati dal settore occupato dai tifosi romanisti, non ci sia menzione su giornali e televisioni ho già scritto a parte.

24 Gennaio 2010

2 commenti a 'E adesso?'

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  1. massimiliano afferma:

    Sembra che abbiam visto due partite diverse.
    Riconosco alla Juventus un buon primo tempo. con tanto ritmo. tanta quantita’ in campo messa in gioco da Sissoko e tanta qualita’ fornita da Diego, sempre al centro delle azioni.
    Nel secondo tempo dopo il rigore che non trovo scandaloso, anzi… (ci tornero’) la Juve non mi sembra abbia fatto nulla per recuperare il vantaggio a parte un debole e centrale colpo di testa di un Amauri insufficiente.
    L’espulsione di Buffon ha forse demoralizzato la squadra… permettimi di dire che e’ un grosso errore dei centrali di difesa.
    Il goal del 2-1 non si puo’ prendere con un lancio da centrocampo e nessun difensore a marcare un terzino sinistro…

    Sul rigore… taddei ha forse accentuato? bah non so. sta di fatto che il dribbling era netto e la grossa ingenuita’ e’ stata compiuta da grosso per un contatto totalmente EVITABILE.

    PS il pareggio per la roma sarebbe stato un buon risultato…. ci sta che dopo il rigore provi a mantenerlo.

    Su ferrara…. sono a priori contro gli esoneri. ma se non riesce a fare da collante e da distributore di stimoli a un gruppo forte… alla dirigenza le opportune riflessioni.

  2. Coloregrano afferma:

    In realtà concordo con te su quasi tutto, con minime sfumature differenti.
    Solo sul rigore, come scritto sopra, semplicemente ribadisco che pur vedendo e rivedendo il filmato non sono riuscito a capire quale sia stato il contatto tra Grosso e Taddei e converrai che almeno questo, per fischiar fallo, ci vuole…

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