Sicurezza e burrocacao

Ieri sera all’Olimpico di Torino ho avuto modo di notare come le misure di sicurezza vengano scrupolosamente fatte rispettare dai tutori dell’ordine dello Stadio. Al mio ingresso alla partita il Carabiniere di turno mi ha frugato le tasche e, trovando un pericolosissimo tubetto di burrocacao, me lo ha sequestrato. E’ infatti noto quali ordigni esplosivi, bottiglie molotov e altri pericolosissimi manufatti si possano realizzare con il burro e cacao; la più subdola è la preparazione improvissata di una tavoletta di cioccolato bianco con il quale percuotere i tifosi avversari. I Carabinieri, capendo la mia buona fede, sono stati miti e non mi hanno arrestato, nonostante il mio folle tentativo, ma la sicurezza è stata anche stasera salva.
Ovviamente, una volta dentro, ho potuto notare che i tifosi romanisti avevano potuto introdurre tranquillamente un discreto numero di bombe-carta e di razzi bengala con cui hanno fatto il solito tiro a segno nei confronti di steward e tifosi avversari come prima di loro tifosi napoletani e milanisti nelle scorse occasioni all’Olimpico. Rispetto ai tempi di Paparelli gli ultras romani hanno perso un po’ di mira e stavolta non è andato in ospedale nessuno, a differenza di quanto accaduto, ad opera dei più precisi tifosi partenopei, una diecina di giorni fa. Non sono mancati poi i soliti cori razzisti nei confronti di Sissoko, che però anche questa volta saranno misteriosamente sfuggiti all’ascolto di arbitro e suoi collaboratori.
Tutto questo però è comprensibile, perché l’emergenza della serata era tenere fuori dallo stadio il pericolosissimo burrocacao e le Forze dell’Ordine hanno vigilato affinché la serata potesse trascorrere nella massima sicurezza.

24 Gennaio 2010

3 commenti a 'Sicurezza e burrocacao'

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  1. massimiliano afferma:

    Alberto nessun commento. Chiamasi Idiozia.
    Ricordo un roma Fiorentina del 2002 in cui mi sequestrarono il “Corriere dello Sport” perche’ avrei potuto accenderci fuochi.
    per quanto concerne quanto da te scritto pero’ ci sono delle verita’ parziali. non sono solo romani e napoletani che per fortuna colorano il loro settore con fumogeni o che per deficienza fanno scoppiare petardi. Se non sbaglio anche dalle vs curve ogni tanto parte qualcosa o no?
    in mia presenza (2001 juve-roma 2-2, quello di Nakata per intenderci) un ragazzo della Sud ROmanista perse una mano per un petardo tirato dalla vostra parte di stadio e che ando’ a raccogliere per scostarlo dalle vicine famiglie (ora quel ragazzo simpaticamente si fa chiamare muzio scevola).

    Quello dei petardi o delle bombe carta e’ un costume evitabile ma che se rimane vincolato al fragore e non alla voglia di far male puo’ anche essere sopportato.

    PS il riferimento a Paparelli era evitabile. E’ stata una pagina nera della storia del tifo italiano, della Capitale e della mia curva.
    Vincenzo Paparelli non meritava quella fine.

  2. Coloregrano afferma:

    Non è mia consuetudine provare ad ipotizzare presunte diverse caratteristiche morali delle persone a seconda della squadra alle quali va la loro simpatia. Ho citato quindi semplicemente gli episodi a cui ho assistito recentemente e che purtroppo sono all’ordine del giorno all’Olimpico di Torino per il fatto che il settore squadre ospiti è vicino alla zona periferica della Curva Nord ma non ho dubbi che altrettanto succederebbe a ruoli invertiti. Più recentemente dell’episodio da te citato ricordo un tifoso genoano ferito tre anni fa all’Olimpico sempre da un lancio di petardi. La cultura deteriore delle curve è indiscutibilmente diffusa a tutte le tifoserie senza esclusioni e le discussioni su chi sia più violento e chi lo sia meno sono, a mio avviso, del tutto sterili.
    Semmai io non condivido assolutamente la considerazione che certe manifestazioni siano sopportabili. Proprio il fatto che qualcuno ogni tanto ci rimetta una mano o addirittura la vita mi fa pensare che lanciare intenzionalmente contro un gruppo di persone razzi, petardi, bombe o altri oggetti non va considerato come una ragazzata ma come un atto criminale e come tale va censurato indipendentemente dal colore della sciarpetta dell’autore.
    Sganciarsi da questa logica di sopportazione non è impossibile. Successe tre anni fa quando un tifoso, sempre juventino, fu denunciato da altri tifosi, juventini anch’essi, per aver lanciato un petardo e si prese 1 anno con la condizionale. Forse dovremmo ricordarci che, al di là del trasporto per le vicende sportive, di fronte a certe cose non ci sono più da una parte gli juventini e dall’altra i romanisti ma da una parte i delinquenti e dall’altra quelli che i delinquenti vogliono combattere.
    P.S. preciso subito che riferisco l’episodio perché ero allo stadio quel giorno e lo ricordo bene. Non ho dubbi che la stessa manifestazione di civiltà potesse succedere in un’altra città e con il pubblico di un’altra squadra.

  3. massimiliano afferma:

    concordo su tutto… l’unica manifestazione folkloristica che non condanno anzi mi piace proprio e’ l’accesione di fumogeni (o razzi di segnalazione navale) che aiutano a colorare un settore e a parte l’acre odore non provocano alcun effetto nocivo.

    Ciao

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