Verità deboli e falsità forti

Questa mattina avevo prenotato la visita periodica in officina per il tagliando della macchina. Mi sono ritrovato perciò, per poter completare il viaggio quotidiano da Torino verso Ivrea, a dover usufruire dei mezzi pubblici. Ho così potuto constatare che mentre il peggio della politica italiana, da Berlusconi a D’Alema, farnetica di odio e inciuci, il paese reale affonda sempre più. Il mio viaggio ha infatti fortuitamente coinciso con uno dei disastri più gravi nella storia dei trasporti italiani di cui vi posso così raccontare il mio vissuto.
La giornata iniziava con un vano tentativo di prendere il metrò in Piazza Bernini: non si sa bene il perché, non ne ho trovato notizia, ma la metropolitana era chiusa da Piazza Bernini a Porta Nuova. Una simpatica addetta GTT mi indicava una navetta sostitutiva, io le chiedevo se la metropolitana fosse chiusa, lei rispondeva “No, non è chiusa, c’è la navetta sostitutiva“, io rimanevo perplesso e le chiedevo ancora: “Quindi la metropolitana non funziona?” e lei insisteva: “Sì che funziona. C’è la navetta sostitutiva“. Mi avviavo perplesso verso la navetta sostitutiva; le ore successive mi avrebbero offerto una interpretazione di quello strano dialogo. La navetta sostitutiva era un autobus che pretendeva di portare gli stessi passeggeri del metrò, alla terza navetta che partiva strapiena senza di me provavo le maniere forti ed, abbandonando ogni bonton, riuscivo a salire ed ad arrivare a Porta Susa. Ero in abbondante ritardo per il treno per Ivrea ma Trenitalia vegliava su di me e scoprivo che il treno per Ivrea era in ritardo di mezzora, che sarebbe poi divenuta un ora e 10 minuti alla partenza e più di un’ora e mezza all’arrivo. Alla fine giungevo in ufficio alle 11 anziché alle 9.20, dopo un viaggio caratterizzato dal freddo polare che regnava negli scompartimenti dove il riscaldamento naturalmente non funzionava.
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Questa sera, alla fine di una lunga giornata, giungevo a casa stanco ma, tutto sommato, lieto di aver concluso un simile tour de force. Mi toccava però ascoltare i commenti dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che vantava il comportamento della rete ferroviaria come un mezzo successo. Diceva che in altri paesi la situazione è ben peggiore e così via, se non avessi viaggiato sulle Ferrovie dello Stato oggi forse penserei che ha ragione, magari mi convincerei anche che invitare i passeggeri a portarsi una coperta sia un buon consiglio, non rimborsare i ritardi legati alle avverse condizioni atmosferiche sia giusto, chi poteva aspettarsi del resto che sarebbe arrivato l’inverno? Trattasi di catastrofe impredicible…
Prima dell’avvento di Internet avrebbe vinto lui, i tanti che oggi hanno usato altri mezzi annuirebbero e magari accuserebbero i soliti vittimisti che non mancano l’occasione per lamentarsi. Oggi però qualcuno può fare una bella foto al tabellone di Porta Susa e metterla su Internet per dimostrare che l’esperienza degli utenti è stata un’altra. Quel qualcuno è ancora minoranza e con lui le verità su cui cerca di fare luce, mentre i Moretti sono larga maggioranza, ma almeno c’è una piccola speranza che un giorno le proporzioni si ribaltino.
La tarda serata mi portava infine un’ipotesi sul motivo della strana pertinacia dell’addetta GTT nel non ammettere che la metropolitana fosse chiusa: che il Comune, a livello di statistiche, non includa nel tempo di disservizio della metropolitana quello coperto da navetta sostitutiva? Chissà…

21 Dicembre 2009

Un solo commento. a 'Verità deboli e falsità forti'

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  1. Bruno afferma:

    Dubito che anche questa volta la realtà riuscirà a far presa sugli italiani, o per lo meno sulla maggioranza degli italiani. Ho già sentito dire che sì, la manutenzione sui nostri treni è carente, ma la colpa è degli extracomunitari che viaggiano a sbafo e gettano Ferrovie, ATM e GTT nel dissesto finanziario. E’ da quando ci sono in giro questi islamici che l’Italia va male, se riuscissimo a liberarcene saremmo a posto, ci sarebbe lavoro per tutti e la crisi, pfui, ce la saremmo bell’e bevuta. Almeno l’Uomo precedente poteva vantarsi di far arrivare i treni in orario…

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