Lo statino inafferrabile

Da quando due anni fa mi sono riiscritto all’Università uno dei problemi fondamentali con i quali mi sono scontrato è uno dei più banali all’apparenza: la stampa dello statino. Lo statino è un certificato del fatto che si è abilitati in termini di frequenza e piano di studi a sostenere un certo esame ed è necessario per poter sostenere l’esame stesso. Lo statino ha una scadenza è quindi va prodotto nell’imminenza dell’esame. In preparazione della sessione di esami di Gennaio e Febbraio oggi ho fatto un salto alla sede universitaria di Lungo Dora Siena, quella più vicina a casa mia, per stampare gli statini necessari. Come temevo purtroppo in tutte e quattro le macchine abilitate a farlo non funzionava la stampa e non ho quindi potuto ottenere i miei statini. Un caso sfortunato? Forse no. Si dà il caso infatti che nei due anni di frequenza universitaria avrò richiesto gli statini almeno una dozzina di volte, alcune in Palazzina Einaudi, altre nel Palazzo Lionello Venturi, altre ancora a Palazzo Nuovo. Ricordo che mi sia capitato solo una volta che tutte le macchinette funzionassero e che questa è almeno la terza volta in cui invece nessuna funzionava e in cui quindi sono dovuto tornare a casa con le pive nel sacco.
Non vorrei tralasciare di accennare al disastro, di cui già scrissi, che fu prodotto l’anno passato dal rinnovo dei piani carriera con rinvii di mesi e studenti che dovevano scriversi a mano gli statini, né vorrei tralasciare un accenno al fatto che il sito web dell’università ha una navigazione quantomeno cervellotica.
Non ho idea se tutto ciò accada per i tagli ai finanziamenti alle Università o per colpa di qualche “barone” responsabile dei servizi informativi. Sicuramente è qualcosa di assolutamente inaccettabile e proprio perché è inaccettabile mi domando perché qualcuno lo accetti, mi domando come faccia chi è responsabile di questo sfacelo, se proprio non è colpa sua, ad accettarlo, a non ribellarsi, a non protestare: capisco l’impotenza, capisco meno l’ignavia.

17 Dicembre 2009

Un solo commento. a 'Lo statino inafferrabile'

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  1. Bruno afferma:

    Eh, sono stato anni a Palazzo Nuovo. Le trivialità quali statini e computer non interessano i nobili spiriti che aleggiano da quelle parti, gli statini è già tanto che ci siano. Fino al ‘96 non esistevano e per iscriversi agli esami si scriveva il proprio nome su un foglio qualunque, oppure ci si presentava e basta il giorno dell’appello.
    I computer erano roba per gli altri, per gli ingegneri che hanno a che fare con la vile materia: a Palazzo Nuovo si studiava la filosofia, i misteri dell’animo umano, le opere letterarie che immortali.
    Forse i tempi sono cambiati, ma non così tanto, pare.

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