Dove sta il problema?

Se il derby d’Italia, la partita dell’anno, la supersfida che dovrebbe esprimere il meglio del calcio italiano finisce in rissa dopo avere espresso davvero poco dal punto di vista tecnico di chi è la colpa? Sono sempre le tensioni che vengono dalla società? E’ il pubblico becero ed ignorante? Oppure questa volta una parte delle responsabilità ce l’hanno i milionari in mutande o quelli in paltò che si affaccendano sul campo erboso o nelle sue prospicienze? E che dire poi dei non milionari che categorizzano la realtà, che poi raccontano su giornali e tv, sempre e solo in base ad interessi di bottega ed al gradimento dei personaggi in mutande o paltò sopracitati? Anche loro c’entrano?
Siamo arrivati a Juve-Inter dopo due settimane di polemiche furiose contro i tifosi beceri e villani che hanno lanciato ingiurie prima violente e poi razziste nei confronti dell’attaccante interista Balotelli. Come ho già scritto condivido ogni condanna per simili manifestazioni ma quando quello che accade ogni settimana senza scatenare alcun commento finisce improvvisamente sulle prime pagine dei giornali il sospetto che l’indignazione non sia genuina ci scappa, specie se pochi giorni dopo la stessa cosa, con altri protagonisti, succede di nuovo senza alcuna traccia sulle stesse prime pagine. A giudicare da quanto si leggeva sui giornali ci dovevamo preparare Sabato sera ad un’arena esplosiva, una bolgia dantesca piena di tifosi grondanti livore.
Mi pareva di avere sbagliato stadio quando alle 20.15 entravo all’Olimpico sentendo attorno a me i consueti canti e vedendo i consueti colori, ma non scorgendo neanche l’ombra di cori razzisti, e perfino gli insulti e violenze verbali venivano indirizzati con parsimonia insolita per un incontro simile. Anche l’immancabile dileggio nei confronti dei tifosi rivali era decisamente sotto i livelli normali ed i fischi per l’Inter che si allenava sul campo parevano attutiti rispetto alle passate stagioni.
L’incontro iniziava e non pareva nemmeno fosse Juve-Inter, sia fuori del campo che in campo, per la compostezza del pubblico e dei giocatori. La Juve partiva bene e, mentre ancora si stavano diradando i fumogeni, una sponda di Amauri portava Momo al tiro quasi a colpo sicuro, Samuel lo buttava giù in piena area e sembrava proprio rigore ma Saccani non lo vedeva, così come non lo avrebbero visto alcune trasmissioni televisive convenzionate probabilmente con la Pirelli. Poco dopo lo stesso Saccani compensava ignorando una strattonata di Cannavaro allo stesso Samuel così come di lì a poco avrebbe sorvolato su trattenute a Del Piero e Chiellini nell’area nerazzurra. Al di là di queste schermaglie, la Juve aggrediva con veemenza un’Inter che pareva molto circospetta e che riusciva a graffiare solo con qualche fuga di Eto’o. Diego giostrava bene, Grosso e Caceres erano efficaci e Sissoko e Marchisio facevano argine in modo mirabile. Perfino Melo pareva rifiorito rispetto alle ultime prestazioni avvizzite. Il gol arrivava allorché Samuel abbatteva da tergo Del Piero sulla fascia destra. Sulla punizione di Diego lo spiovente diventava una carambola da flipper che, per ultimo, Lucio indirizzava in porta. Mourinho dimostrava la suo consueta sportività e fair play inveendo contro l’arbitro reo di avere fischiato la punizione, per il quale a ruoli invertiti il bullo portoghese avrebbe chiesto probabilmente l’ammonizione. Saccani lo mandava a mangiare i calamari. C’era appena il tempo di illudersi che la vittoria fosse a portata di mano e Stankovic, su un’innocua punizione da trequarti, si travestiva abilmente da zolla d’erba sfuggendo così alla vista delle difesa juventina. Il serbo così poteva prendere la mira e crossare liberamente proprio sulla testa di Eto’o che faceva già 1 a 1. La Juve però non si perdeva d’animo, continuava a controllare il centrocampo e qualche patema a Julio Cesar lo creava ma al riposo si arrivava ancora in pareggio.
Mentre si attendeva che la partita ricominciasse dopo l’intervallo, dalla curva Scirea si sollevava di nuovo un tenue coro “Se saltelli muore Balotelli“, il resto del pubblico juventino fischiava vigorosamente dimostrando di aver imparato la lezione: succedesse sempre così…
Alla ripresa del gioco poco era cambiato: l’Inter sempre guardinga provava a far male con la velocità delle sue punte, ma la Juve, che con Marchisio e Momo era padrona del centrocampo, rovesciava con velocità ed efficacia il fronte di gioco. Era proprio il duo Ma-mo che si avventava su Julio Cesar di lì a poco: Momo mandava a terra il portiere con un fendente dal limite, Claudio prendeva il rimbalzio, con un doppio dribbling evitava Samuel e Lucio e con un colpo sotto mandava KO l’Inter. La capolista di lì alla fine avrebbe combinato davvero poco, l’unico momento pericoloso si verificava a metà del tempo quando Milito, che già aveva abbozzato un mezzo tuffo poco prima entrava in area sulla sinistra. Gridavo a Caceres che lo seguiva: “Occhio che si buttaaaa!“, Martin non mi sentiva ed entrava in scivolata, Milito non aspettava di meglio e cercava ostinatamente il piede dell’avversario: chissà se Saccani notava l’innaturalità del movimento di Milito o compensava ancora: sta di fatto che l’Inter era tutta qui.
Succedevano però due cose che val la pena di raccontare. La prima si verificava quando Gigi smanacciava un pallone ingannatore oltre il fondo: Saccani concedeva rimessa dal fondo ma Gigi non ci stava, ammetteva il tocco e Saccani, dopo aver stretto la mano al portierone, rettificava. La seconda aveva luogo invece quando entrava in campo l’oggetto delle polemiche di cui sopra: Balotelli. L’attaccante si muoveva come in una rappresentazione nella quale avesse deciso di dare ragione ai suoi più villani e beceri detrattori. Il suo primo intervento in assoluto era un pestone, probabilmente involontario, a Caceres: fatto sta che il ragazzo si guardava bene dal chiedere scusa ed invitava perentoriamente l’avversario a rialzarsi. Andava diversamente quando pochi minuti dopo Melo, pizzicato da dietro da Balotelli, decideva di rifilargli una gomitata: il brasiliano sbagliava mira ed il suo gomito incocciava nel braccio di Balotelli, ma il giocatore nerazzurro crollava a terra lo stesso, tenendosi il volto come se fosse stato sfigurato da una cieca violenza. Iniziava un parapiglia di cui approfittava Chivu per tirare una testata a Sissoko e Buffon per arrabbiarsi con Thiago Motta per motivi non ben chiariti.
Quando Saccani poneva fine alla corrida la gioia del popolo bianconero era piena più dell’adrenalina della rissa che del desiderio di rilancio di una squadra in crisi.
Avrei voluto alla fine trovare nei mezzi di informazione qualche parola di condanna di Mourinho, che ha esagitato gli animi in campo con un atteggiamento grottescamente fuori luogo, dopo aver provato inutilmente a surriscaldare il clima in settimana. Avrei voluto una parola di condanna per la sceneggiata di Balotelli, le cui esibizioni in campo sembrano obbedire ad una rappresentazione di tutto il peggio della scorrettezza e dell’arroganza, proprio come coloro i quali sono poi pronti a difenderlo in tutte le sedi. Avrei voluto che fosse raccontato con maggiore spazio ed enfasi il bel gesto di Gigi del regalare il calcio d’angolo, che è stato invece descritto come una sorta di momento di follia. Avrei voluto che qualcuno alla fine scrivesse che questa volta la parte sana e gioiosa del contesto in cui si è giocato è stata quella che si trovava sugli spalti e quella più isterica, malata e sclerotizzata è stata quella che stava nel recinto di gioco. Fintanto però che chi dovrebbe raccontare tutto ciò sarà prono alle esigenze di quelli che stanno nel recinto di gioco o in tribuna d’onore questi miei desideri non si realizzeranno mai.

7 Dicembre 2009

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs