Razzismo e indignazione a chiamata

Venerdì scorso su l’Unità è comparso il titolo in prima pagina “Stronzi” facente riferimento ai tifosi della Juventus che, prima dell’incontro di Coppa dei Campioni di Bordeaux, hanno intonato cori razzisti nei confronti del giocatore dell’Inter Balotelli. Visto che questo argomento torna in prima pagina dell’Unità mesi dopo un altra prima pagina che si riferiva sempre ai tifosi della Juve in termini poco lusinghieri, alcuni interrogativi sorgono legittimamente. Qual è il rapporto tra tifo da stadio e razzismo? E’ un problema che interessa solo la tifoseria della Juventus o tutto il calcio italiano? E’ una coincidenza che entrambe le vicende siano nate dalla pubblica denuncia di alti esponenti dell’Inter, principale rivale sportiva della Juventus?
Cominciamo dalla prima domanda. Provo a scorrere nella mia memoria di appassionato di calcio per ripercorrere la storia che inizia con il nascere, all’inizio degli anni 90, di forme di razzismo nella società italiana che rapidamente si diffondono al calcio. In quell’epoca si diffonde l’uso del cosiddetto buuu razzista, una sorta di verso della scimmia fatto per insultare i giocatori di colore, ma nascono anche le prime manifestazioni di razzismo nei confronti dei napoletani o dei giocatori balcanici considerati tutti “zingari“. Per giocatori all’epoca molto popolari e che da juventino conosco e ricordo bene, come Edgar Davids o Liliam Thuram era diventata una triste consuetudine essere accompagnato da questi cori orrendi su tutti i campi di Serie A. L’introduzione di norme severe contro questi comportamenti a partire dal Febbraio 2000 ridusse il verificarsi di tali manifestazioni anche se il sanzionamento solo saltuario dei comportamenti illeciti è sempre rimasta una falla nella lotta contro il fenomeno. Ricordo un Verona-Juventus del Campionato 2006-07 nel quale il difensore centrale juventino francese Boumsong fu subissato per tutto l’incontro di cori razzisti dei tifosi locali ma alla fine dell’incontro ad essere multata fu la Juventus per lancio di petardi. Degna di essere ricordata fu anche la presa di posizione dei giocatori del Treviso che nel Maggio 2001 scesero in campo col volto colorato di nero per difendere il giocatore Omolade, contestato da tifosi razzisti.
Complessivamente comunque le manifestazioni di questo genere sono diventate nel tempo più limitate e soprattutto, fortunatamente, hanno smesso di essere riti collettivi e pressoché inconsapevoli per circoscriversi a frange ideologicamente razziste, purtroppo presenti, ancorché minoritarie, all’interno delle curve. Nel frattempo giocatori come Liverani e Matteo Ferrari avevano indossato la maglia della Nazionale suscitando sì qualche manifestazione ostile, ma aiutando a superare anche questo tabù.
Proprio quando il problema razzismo sembrava diventato più episodico è arrivato il fenomeno Balotelli, giocatore di cui tutti, compreso il suo allenatore, ammettono il carattere molto aspro e che è riuscito ad inimicarsi rapidamente tutte le curve avversarie. Difficile affermare con certezza che questa avversione sia del tutto estranea al colore della sua pelle ma difficile anche negare che molti altri giocatori nel passato avevano avuto lo stesso destino pur essendo di tutt’altre origini. In occasione dell’incontro Juve-Inter dello scorso Campionato l’attaccante colpì, dopo pochi minuti di gioco, lontano dallo sguardo dell’arbitro, il difensore avversario Legrottaglie. Di lì iniziò una contestazione particolarmente feroce, certamente non mitigata dall’atteggiamento in campo del giocatore, che determinò una sanzione nei confronti della Juventus mai utilizzata prima in situazioni simili, ovvero la disputa di un incontro a porte chiuse. Per chiarire il contesto, la maggior parte delle contestazioni consistettero in fischi o insulti, solo in alcuni casi, con una partecipazione comunque molto ridotta, vi furono cori esplicitamente razzisti: “Negro di m…a, sei solo un negro di m…a“. E qui provo a rispondere alla seconda domanda, spiegando che le contestazioni dei tifosi juventini a Balotelli non sono un caso isolato ma un ritornello di quasi tutte le esibizioni del giocatore. Buon’ultima proprio quella di Sabato 21 scorso a Bologna nella quale ai ripetuti cori razzisti del pubblico di Bologna Balotelli ha reagito invitando, con il gesto dell’indice posato sul naso, i tifosi felsinei a tacere allorché ha realizzato il gol della vittoria interista. Specifico che in quell’occasione nessun provvedimento è stato preso nei confronti del Bologna. Nel frattempo manifestazioni di razzismo si sono verificate anche a danno di altri giocatori, il milanista Seedorf a Roma contro la Lazio e l’altro attaccante interista Eto’o a Cagliari. Anche in questo caso non ci sono state né mobilitazioni dell’opinione pubblica, né sanzioni contro le squadre in oggetto. Né sanzioni ci furono quando nel Maggio di quest’anno i cori razzisti degli stessi tifosi del Bologna nei confronti del giocatore del Chievo Luciano portarono l’arbitro a sospendere addirittura l’incontro.
Arriviamo a Domenica scorsa quando durante Juventus-Udinese per due volte dagli spalti dello stadio si leva il coro: “Se saltelli muore Balotelli“, come in preparazione allo Juve-Inter della settimana prossima. Il coro è la riproposizione del coro “Se saltelli muore Lucarelli“, altro giocatore particolarmente inviso alle curve avversarie. La cosa ha sollevato l’indignazione di chi probabilmente non è mai stato in uno stadio di Serie A e non ha mai udito le cose inudibili che i tifosi delle curve sono soliti pronunciare. Per dare un’idea al recente Fiorentina-Liverpool molti tifosi viola, gemellati con quelli del Liverpool, si sono presentati con magliette del Liverpool recanti il numero 39 preceduto da un segno meno a ricordare con folle e macabra ironia le 39 persone morte allo stadio Heysel prima di Juventus-Liverpool. Ovviamente non ci furono sanzioni né stigmatizzazioni della cosa. Allo stesso modo è delirante usanza da parte delle varie curve ricordare ai tifosi del Torino Superga, a quelli del Napoli il colera o il Vesuvio e altre amenità simili. Di qui la sensazione di iniquità e la rabbia con cui molti tifosi juventini hanno reagito alla richiesta da parte di un’ampia fetta dei media di una pesante sanzione nei confronti della Juventus, la cui società ha intrapreso lodevoli iniziative per combattere il razzismo. La reazione è stata quella di Bordeaux, con alcune frange di tifosi che hanno ripetuto i cori della Domenica precedente ai quali questa volta si sono uniti cori chiaramente razzisti: “Non ci sono negri italiani“.
Da quanto sinora scritto ciò che non si comprende è perché media che solitamente ignorano il problema, improvvisamente scendono in campo con titoli ad effetto e richieste di pene draconiane. La risposta è difficile darla con certezza ma, per ipotizzarne una, può giovare tornare al terzo quesito iniziale. Quello che infatti accomuna le due prime pagine de L’Unità è il fatto che siano state “chiamate” da prese di posizione dell’entourage interista. Fu infatti Moratti, Presidente dell’Inter, a dare fuoco alle polveri ad Aprile che portarono alla partita a porte chiuse affermando il giorno dopo Juventus-Inter che se fosse stato allo Stadio avrebbe chiesto il ritiro della squadra. E’ stato invece questa volta Mourinho, allenatore dell’Inter, a chiedere esplicitamente la squalifica del campo della Juventus, pur non prevista dai regolamenti federali per cori non razzisti, avviando una polemica che ha soffiato sulle ceneri, accesesi poi a Bordeaux. Non ho idea se la sensibilità della stampa alle esigenze di casa Inter sia così forte o è stato solo un effetto domino ma la coincidenza è davvero curiosa.
Concludendo non voglio in nessun modo sottovalutare il fenomeno del razzismo di cui purtroppo questo blog parla fin troppo spesso: ho l’impressione però che non si dia un grande contributo a combatterlo prestandosi a strumentalizzazioni legate a pretattiche calcistiche. Mi farebbe quindi estremo piacere che si continuasse in questa campagna, con la stessa durezza e coerenza, ma i precedenti mi inducono a temere che, spenti i riflettori su Juve-Inter, si spegneranno anche quelli sul razzismo ed i razzisti così come i violenti da stadio riprenderanno ad intonare indistrubati i loro cori.

29 Novembre 2009

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