Errori e mani

Mercoledì scorso si è consumato il consueto svarione arbitrale del quale la storia del calcio è costellata: la Francia si è guadagnata il mondiale superando ai supplementari l’Irlanda grazie ad un gol segnato dal suo fuoriclasse Thierry Henry con il determinante oltre che evidente aiuto della mano sinistra. Nel calcio gli errori arbitrali, come in ogni altro sport, sono ovviamente frequentissimi; fanno però particolarmente notizia quando, come nel caso dell’incontro di Mercoledì, sono talmente evidenti da far pensare che l’arbitro sia l’unico tra le migliaia di spettatori, o milioni considerando quelli davanti alla tv, che non ha visto come sono andate le cose. Da questo punto di vista le particolarità del calcio sono almeno due: la prima è che nel calcio, nonostante lo sviluppo del gioco in termini di velocità e di complessità, l’arbitro è rimasto nei decenni rigorosamente unico e senza altro aiuto che i due collaboratori (un tempo definiti guardalinee) che sono però situati in posizione molto distante dal cuore dell’azione; la seconda è che nel calcio più che in ogni altro sport un episodio può essere sconvolgere l’esito di un incontro: è vero che anche in sport come il basket o la pallavolo un errore proprio sul punto decisivo può decidere l’esito di un incontro ma è più raro in questi sport che una singola segnatura sia decisiva per l’esito dell’incontro senza contare il fatto che nel calcio, anche in incontri che finiscono con due o tre gol di scarto, la segnatura della prima rete può orientare in modo determinante le dinamiche dell’incontro. Tutto questo per spiegare lo scandalo che la vicenda di Francia-Irlanda ha suscitato oggi e che tante altre vicende simili hanno suscitato nel passato. Non sono mancate le tesi complottiste che hanno voluto spiegare il tutto con l’esigenza di avere la potente Francia ai mondiali per la gioia del Presidente dell’UEFA Michel Platini. E’ pur vero che guardando il fotogramma incriminato si vedono a destra di Henry molti giocatori irlandesi che potrebbero coprire la visuale dell’arbitro ma è anche vero che quella del collaboratore (in alto a destra) sembra del tutto libera; è vero però che da quella distanza (circa 45 metri) può mancare la percezione della profondità e che quindi il contatto tra mano e palla sia sfuggito al collaboratore. In ogni caso vale quanto già scritto in altre occasioni: il condizionamento arbitrale opera con efficacia negli episodi dubbi, non in quelli evidenti. Nessun arbitro del mondo vedendo un episodio come quello di Mercoledì farebbe finta di nulla.

francia-irlanda.jpg

E’ vero che nel mondo arbitrale i meriti non sempre sono premiati e questo non fa del bene alla qualità degli arbitri, ma è anche vero che arbitri che nel passato sono stati protagonisti di errori simili sono stati in genere silurati senza che il problema si risolvesse, d’altra parte se l’errore è legato alla fatalità di una singola svista, alla casualità del corpo di un giocatore che copre la visuale dell’arbitro, l’errore può capitare anche al più bravo e meritevole.
Come tante altre volte raccontato, la soluzione a tutto questo c’è: fare ricorso ad infrastrutture tecnologiche che permettano all’arbitro (o ad un suo assistente) di rivedere l’azione e a decidere quindi in modo più preciso, come già succede nel rugby. I conservatori sostengono che questo “snaturerebbe il calcio” e altre amenità simili, ma l’unico problema serio e reale è che una soluzione del genere costerebbe e non tutte le federazioni hanno la disponibilità per sostenere questi costi. Non a caso Platini, paladino delle federazioni deboli, ha sempre manifestato la sua contrarietà al mezzo ma ha controproposto l’introduzione del doppio arbitro di porta che è in corso di sperimentazione in Coppa Europa con risultati finora considerati positivi. Auguriamoci che non finisca come l’ipotesi del doppio arbitro frettolosamente abbandonata anni fa dopo una sperimentazione in Coppa Italia.
Nonostante tutto resistono naturalmente quelli che si oppongono ad ogni novità e che risolvono il tutto sostenendo che “gli arbitri sono uomini e possono sbagliare e bisogna accettare questi errori”, peccato che siano esattamente gli stessi (carta canta) che, quando gli errori vanno a loro danno, lanciano accuse a dritta e a manca.
Per finire vi segnalo quello che considero l’errore arbitrale più incredibile che abbia mai visto: si tratta del direttore di gara scozzese Mottram che in un incontro di Campionato non si limitò a lasciar proseguire il gioco nonostante la palla fosse chiaramente entrata in porta, ma non notò nemmeno il fatto che un difensore della squadra che aveva subito la segnatura aveva tranquillamente preso il pallone in mano, convinto che la segnatura fosse stata accordata. Nonostante l’errore l’arbitro continuò la sua carriera e fu selezionato anche per i mondiali negli Stati Uniti del 1994.

20 Novembre 2009

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