La forza delle immagini

Due vicende come quella di Stefano Cucchi e quella dell’omicidio di Napoli hanno un indubbio elemento comune: l’impatto che nelle vicende hanno avuto le immagini.
Da un lato la famiglia di Stefano Cucchi ha deciso, pur nel comprensibile dolore ed orrore, di diffondere le foto del ragazzo orribilmente martoriato. Facile immaginare che se il corpo martoriato di Stefano Cucchi fosse stato solo raccontato dai suoi cari, se l’omicidio di Napoli fosse stato solo raccontato dalle cronache, magari corredato dall’identikit dell’assassino, difficilmente le due vicende avrebbero avuto la risonanza che hanno avuto e gli effetti che hanno determinato.
I mass media, che ignorarono a lungo la vicenda Aldrovandi, hanno puntato immediatamente i riflettori coinvolgendo il governo e le istituzioni nella vicenda in modo irresistibile. Allo stesso modo l’invadenza mediatica del filmato del quartiere Sanità ha così scosso l’opinione pubblica da portare ad identificare il colpevole, cosa in genere rarissima.
Tutto ciò ci dice quale straordinario effetto emotivo possano generare poche immagini sgranate che nessun racconto, nessun reportage, potrà mai sviluppare. Tra quelli che se ne sono resi conto vi è chi ha avanzato qualche riserva sull’opportunità di rendere pubbliche certe immagini. In particolare il Ministro Maroni ha criticato la Procura di Napoli per avere messo in circolazione le immagini. Che viene in mente ad un Ministro degli Interni di criticare un mezzo che ha consentito di arrestare un’omicida? Che cosa spaventa Maroni? Forse spaventa il Ministro degli Interni l’idea che la diffusione di immagini oggi dell’agguato camorrista, domani delle immagini del festino di un uomo politico può alla fine colpire dove Maroni non vorrebbe?
E’ possibile ma forse il problema è più sottile. La Lega deve il suo successo alla sua capacità di cavalcare le emozioni dell’opinioni pubblica ma per cavalcare bene bisogna tenere in mano le redini. Attraverso l’alleanza con Berlusconi la Lega è riuscita finalmente ad avere le redini in mano e non a caso da allora ha iniziato la sua ascesa. L’idea che dopo avere tanto sofferto per reggerle, quelle redini possano invece essere liberate da un qualunque magistrato o addirittura da qualunque privato cittadino deve essere inaccettabile per Maroni ed i suoi. Riusciranno costoro a mandare indietro le lancette della storia? Riusciranno a controllare il sistema mediatico prima che il sistema mediatico che non controllano li spazzi via? Come in una storia avvincente siamo tutti curiosi di scoprire come andrà a finire. Meno avvincente è pensare ai danni che costoro faranno prima che la storia sveli il suo finale.

12 Novembre 2009

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