Due Rocchi vedono meglio di uno

La settimana calcistica che, quando è impegnata la nazionale spesso si svuota di argomenti da prima pagina, continua ad essere dominata dal dibattito sull’arbitraggio di Domenica sera di Rocchi in Inter-Roma. Il direttore di gara mi era parso già in pessima serata nella sua esibizione all’Olimpico la scorsa settimana ma questo non ha impedito di sceglierlo per un incontro dal punto di vista arbitrale delicato come Inter-Roma. Per chi non sia al corrente, la delicatezza dell’incontro sta nei precedenti Inter-Roma degli ultimi due campionati nei quali le decisioni arbitrali avevano pesantemente favorito l’Inter permettendo ai nerazzurri, in svantaggio, di recuperare un insperato pareggio. Due anni fa il romanista Mexes fu espulso da Rosetti con una decisione decisamente severa, l’anno scorso Rizzoli concesse un rigore all’Inter considerando fallo una simulazione di Balotelli che sarebbe stata individuata anche da un arbitro esordiente. Sembra incredibile ma quest’anno il film si è ripetuto: con la Roma in vantaggio il nerazzurro Muntari, già ammonito, ha rifilato un calcione al romanista Menez sotto gli occhi dell’arbitro senza che Rocchi intervenisse. A questo si sono sommate una serie di scorrettezze dei giocatori dell’Inter sui quali Rocchi ha sorvolato fino a spingere il tecnico romanista Ranieri, solitamente pacatissimo nei confronti degli arbitri, a formulare un durissimo atto d’accusa nei confronti dell’arbitro e degli avversari.
Non va dimenticato che Rocchi era l’arbitro di quel Parma-Inter che nel Maggio 2008 consentì all’Inter di conquistare il suo sedicesimo scudetto (nel conteggio ufficiale) vincendo 2-0 e bruciando la Roma sul traguardo, anche per merito del direttore di gara che si voltò dall’altra per non vedere il fallo da ultimo uomo di Materazzi su Budan che avrebbe lasciato l’Inter in 10 quando l’incontro era ancora sullo 0-0.
Sta di fatto che sulla direzione di Rocchi di Inter-Roma si sono poi succedute le solite discussioni ma quello sui cui mi concentrerei è, come di consueto, la copertura mediatica. Mi ha colpito in particolare Fabrizio Bocca che su La Repubblica ci spiegava: “Che Rocchi […] abbia influito direttamente e in maniera clamorosa sul risultato si direbbe proprio di no. Nessun fallo da espulsione contestato, nessun fallo da rigore discusso, nessun gol dato o non dato su fuorigioco che non fosse una decisione giusta.“. Quindi il mancato allontanamento di Muntari, insieme a quello di Motta, pur evidenziati entrambi da giornali e trasmissioni sportive, per Bocca sono già dimenticati.
Questo in definitiva è il nodo. Possiamo fare tutto il possibile per rendere gli arbitri più bravi, più allenati, più esperti possibile. Possiamo vietare telefonate, SIM svizzere, cene, incontri. Possiamo rendere il mondo arbitrale più trasparente, più limpido, più indipendente possibile. Fintanto però che un arbitro sarà crocifisso o assolto dalla stampa del Lunedì a seconda di quale squadra si sia giovata del suo errore, la sua decisione nei casi dubbi non sarà mai serena e la vecchia teoria per la quale gli errori si distribuiscono equamente ed alla fine vantaggi e svantaggi si compensano, continuerà ad essere disattesa, come accaduto in modo evidente negli ultimi campionati.

11 Novembre 2009

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