Come cambiano i tempi

La settimana scorsa (Martedì 3 Novembre) a Ballarò si è affrontato finalmente un tema interessante. In un breve intervallo degli ormai stucchevoli vaneggiamenti degli esponenti della maggioranza sulle toghe rosse, si è affrontato il dilemma dei gasdotti, probabilmente a causa dell’improvvisa visita che Berlusconi aveva reso al suo amico Putin, per parlare, pare, proprio di ciò.
Per chi non conosca la vicenda vi sono due grandi progetti di gasdotto in fase di discussione in Europa e Medio Oriente. Il primo si chiama Nabucco, è sponsorizzato dagli Stati Uniti e porterebbe gas dall’Azerbaigian all’Europa senza toccare il territorio russo; il secondo si chiama South Stream, è fortemente voluto dalla Russia e porterebbe energia al Sud Europa dall’Asia Centrale attraversando il territorio russo. Oggi la principale via di approvvigionamento del gas per l’Europa è il gasdotto che attraversa l’Ucraina e che, a più riprese, è stato nel passato oggetto di blocchi da parte del governo russo.
Inutile dire che per un’economia come quella russa, tutta basata sulla rendita proveniente dalle esportazioni di energia, la battaglia sui flussi di distribuzione è decisiva, se la perdessero i russi rischierebbero di arrivare al tracollo in una situazione che è già di tensione tra chi vorrebbe riformare il sistema economico russo e chi vorrebbe mantenerlo così com’è; d’altronde molti governi europei considerano essenzialmente inaffidabile il governo russo ed un doppio canale russo rischierebbe solo di esporre maggiormente quei governi a ricatti (ad esempio: chiudo il gasdotto ucraino per ritorsione contro uno dei paesi che se ne serve, ma tengo aperto quello sud per limitare la perdita economica). Per gli Stati Uniti Nabucco è poi soprattutto probabilmente un’occasione per fare affari con paesi che gli americani vorrebbero definitivamente sganciare dalla sfera di influenza russa. Mentre la battaglia diplomatica infuria, complicata dalla crisi in Iran, vi segnalo questo botta e risposta sul sito di Limes che ho trovato molto interessante, così come questo articolo.
Un’altra cosa però molto interessante è stata l’evoluzione del dibattito di Ballarò di Martedì 3 Novembre (il dibattito è alla fine del filmato): è chiaramente emerso che da un lato il rappresentante delle opposizioni Enrico Letta sosteneva la tesi americana, mentre dall’altra il fronte vicino alla maggioranza di governo, il Ministro Brambilla ed il giornalista di Libero Bechis, sponsorizzavano invece il progetto russo. Come sono cambiati i tempi… Vi ricordate quando, ancora ai tempi della guerra in Iraq, si invocava l’obbligo morale di sostenere gli amici americani? Vi ricordate nel Novembre 2001 la destra in piazza con le bandiere americane? Oggi andrebbero con le bandiere russe probabilmente.
Mi colpisce sempre notare come la descrizione della naturalezza con la quale l’opinione pubblica accettava in 1984 di George Orwell il cambio delle alleanze internazionali strette dal proprio governo, quello che nel libro veniva definito doublethink, corrisponda spesso con la naturalezza con la quale l’opinione pubblica italiana accetta questi strani cambi in corsa.

11 Novembre 2009

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