Lo strano processo

Dei tanti processi che riempiono le cronache italiane ce n’è uno che invece passa quasi inosservato: quello di Napoli sul cosiddetto scandalo di Calciopoli. Chi si ricordi il clamore che il processo sportivo aveva suscitato in Italia non può che meravigliarsi di come il processo penale sia invece del tutto ignorato dai media.
Il dibattimento si sta dipanando tra le deposizioni dei testi dell’accusa che fino ad ora non hanno propriamente rivelato misteri insospettabili. Si è arrivati al paradosso della richiesta di ricusazione del giudice da parte dell’accusa. Di solito la ricusazione è una tattica dilatoria adottata dalle difese per arrivare alla prescrizione del reato, il fatto che in questo caso alla prescrizione ci vogliano arrivare i Pubblici Ministeri è sicuramente paradossale, ma è probabilmente il segno di un processo per il quale il prevedibile verdetto di assoluzione fa parecchia paura, nel timore che qualcuno possa mettere quantomeno in discussione le condanne pronunciate a furor di popolo da un tribunale improvvisato e di parte, nell’estate del 2006.
Negli ultimi giorni però il processo ha fatto di nuovo parlare di sé e su repubblica.it, così come su altre testate giornalistiche, è apparso notizia della testimonianza del ex-Segretario CAN (Commissione Arbitri Nazionale) Manfredi Martino. Il titolo su repubblica.it era “Sorteggio truccato un colpo di tosse e l’arbitro cambiava” e si riferiva a presunti aggiustamenti del sorteggio che aveva designato l’arbitro di Milan-Juventus decisivo per l’esito del Campionato 2004-05, attuati attraverso un colpo di tosse emesso al momento giusto dal designatore Bergamo ad indicare quale fosse la pallina giusta da sorteggiare. Quello che sorprende è che, come ricordato dal blog di Oliviero Beha, una sentenza del tribunale di Roma nel 2007 smentiva che il sorteggio arbitrale fosse mai stato truccato, del resto lo stesso Martino non aveva mai reso prima la stessa testimonianza e questo colpo di tosse di Bergamo è un elemento del tutto nuovo. Ascoltando l’interrogatorio (trovate l’elemento in oggetto intorno al minuto 53), in realtà, le cose sono molto meno chiare ed anzi il teste è messo in seria difficoltà dalle richieste di chiarimento della giudice Casoria. Nell’articolo di repubblica.it viene ipotizzato che i “colpi di tosse” fossero naturalmente finalizzati a favorire la Juventus ma trascura di ricordare alcune cose, ovvero che l’arbitro selezionato per quell’incontro fu poi Pierluigi Collina che non è stato certo individuato come un arbitro vicino a Moggi. Intanto Collina era stato “chiacchierato” quell’anno stesso per aver firmato un contratto pubblicitario con la OPEL (sponsor del Milan), dalle inchieste di Calciopoli è emerso che lo stesso arbitro aveva organizzato poche settimane prima dell’incontro una cena segreta con l’Amministratore Delegato del Milan Galliani che però, a differenza delle cene di Moggi con Pairetto, non è stata considerata un tentativo di corruzione visto che Galliani era anche presidente della Lega Calcio (uno dei tanti vantaggi dei conflitti di interesse). Sempre dalle inchieste emerge infine che quella designazione non era assolutamente sgradita al Milan, come testimonia la famosa telefonata intercettata dell’addetto agli arbitri del Milan Leonardo Meani che dichiara trionfante i suoi meriti nella designazione della terna arbitrale per quell’incontro. Collina tra l’altro, in un’amnesia collettiva di tutto quanto sopra ricordato, tornò da trionfatore nel post-Calciopoli assumendo il ruolo di designatore come simbolo del calcio postmoggiano. Se di sorteggio truccato si può parlare quindi non fu certo per favorire la Juventus.
La strana copertura data dalla stampa a questi interrogatori è stata denunciata anche da Oliviero Beha al TG3 di qualche sera fa, ricordando l’inchiostro sprecato dai giornali per sottolineare il “colpo di tosse” e lo scarso spazio dato invece alla parte di testimonianza di Martino in cui si affermava che Carraro aveva fatto pressioni perché ci fosse un occhio di riguardo verso Lazio e Fiorentina. Aggiungo anche come sia stato ignorata l’ammissione del Martino di aver spesso discusso con Meani la designazione della terna arbitrale per gli incontri del Milan e di aver avuto notizia di taluni favoritismi concessi dagli arbitri dell’entourage di Pairetto alle squadre di Garrone e Zamparini a causa di interessi economici convergenti con quelli dei due presidenti.
Che significato ha tutto ciò? Giornali e altre fonti di informazione vogliono evitare che si diffonda nell’opinione pubblica il dubbio che la verità di Calciopoli non fosse proprio quella che ci hanno raccontato? Oppure si tratta solo della solita superficialità? Come sempre rifuggo dalla spiegazione complottista e mi viene più facile dire che molti di quelli che scrivono sono gli stessi che hanno stilato a suo tempo il teorema di Calciopoli, ripetendolo all’infinito come un Mantra, e vien sempre più facile confermare quello di cui sei già convinto che provare a metterlo in discussione.

10 Novembre 2009

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