La Mafia? Non ci risulta

Quante volte abbiamo sentito risuonare le parole di Jannacci in quelle di tanti uomini politici del nostro Paese? In generale siamo però abituati ad ambientare queste parole nelle regioni del Sud Italia, sulla bocca di sindaci di cittadine dell’entroterra siciliano o del golfo di Napoli. Oggi però che l’Italia ha raggiunto una sostanziale unità nell’assenza di cultura della legalità non ci deve stupire che la negazione di fenomeni criminali avvenga in una cittadina della prima cintura milanese. Si tratta di Buccinasco, località che conosco benissimo avendo vissuto per qualche mese nella vicina Corsico.
Di Buccinasco si cominciò a parlare nel 2005 quando all’ex-sindaco Maurizio Carbonera venne bruciata l’auto, recapitata una busta con proiettili ed infine vennero erette tre croci in un parco cittadino destinate a lui ed a due suoi assessori. Visto che evidentemente a certi personaggi il sindaco non piaceva, la cittadinanza pensò bene di non rinnovargli il mandato e venne eletto Loris Cereda con un mezzo plebiscito. Successe poi che il nuovo Sindaco, mesi fa, decise di reagire alle ripetute denunce di infiltrazioni in città della ‘Ndrangheta nel modo più semplice, la negazione. Partirono dapprima attacchi contro giornalisti locali. Poi, come sempre quando l’indifferenza dell’opinione pubblica fa pensare di aver fatto bene, si è passati alla querela nei confronti di giornali nazionali. E’ seguita una continua vena negazionista condita di “Vogliamo tutelare il nome del nostro comune“, “Vogliamo che si parli di Buccinasco per motivi diversi da questi“, eccetera… L’ultima piccola perla è il mancato patrocinio ad una manifestazione denominata “biciclettata per la legalità” organizzata da un gruppo di associazioni locali. Insomma, siamo ormai alla guerra negazionista a tutto campo.
Certo sarebbe bello se, prima di indignarci contro chi ci critica, provassimo almeno a spalare fuori un po’ dello sterco che abbiamo nel salotto. Noto sempre di più però che sta vincendo la consapevolezza che quello sterco ormai è parte integrante del nostro salotto e se i vicini si lamentano per il fetore tutto ciò che si può fare è invitarli a farsi i fatti propri, come fa appunto il Sindaco Cereda.

23 Maggio 2008

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