Democrazia malata anche a sinistra

Che il rapporto difficile tra italiani e democrazia sia una patologia dalla quale sono affetti molti tra coloro i quali si collocano politicamente a destra è un fatto conclamato in un paese che, unico tra i paese europei ex-fascisti, ha continuato,dal  dopoguerra fino ad oggi, ad avere un partito che si ricollega a quella esperienza, con una base elettorale consistente (mi riferisco al percorso che va dal vecchio MSI alla Destra di Storace oggi). Il fatto però che il principale partito della sinistra italiana abbia conservato per decenni rapporti ambigui con l’Unione Sovietica e che tuttora un paese certamente non democratico come Cuba sia considerata un’icona di una consistente parte di quell’elettorato dà l’idea che la difficoltà di fare i conti con i meccanismi che la democrazia comporta non abbia colore, come d’altra parte la maggior parte dei vizi italici.
Tante volte mi è capitato di discutere con militanti di sinistra trovandomi a difendere il diritto di persone che ritengo degli idioti, a sostenere tesi che considero aberranti, solo perché ho sempre paura che un giorno qualcuno consideri idiota me e aberrante quello che sostengo e che si senta perciò legittimato ad impedirmi di sostenerlo.
Purtroppo quanto accaduto a Torino pochi giorni fa ha riportato all’attualità questo tema. Mi riferisco all’assalto di esponenti del centro sociale Gabrio ad un gazebo leghista e neofascista e soprattutto al commento, che trovo vergognoso per un paese civile e democratico, del segretario provinciale dei Comunisti Italiani Calliano che ha espresso incondizionato appoggio all’azione violenta. Naturalmente le vittime dell’assalto non hanno esitato a sfilarsi la cintura e reagire a tono provocando una squallida rissa di strada, ma questo non fa altro che rendere più stupida l’azione di chi ha dato a costoro il pretesto per trasformarsi in vittime.
Ci si può baloccare con parole come progresso, solidarietà, pluralismo, Costituzione e tante altre, ma fintanto che non si riconosce che l’unico mezzo per convincere il proprio interlocutore che quello che sostiene è sbagliato è la discussione, la persuasione, il dialogo, fintanto che si cede alla tentazione di far vincere le proprie idee con la forza e la violenza, fintanto che non ci si rende conto che ciò che accomuna i sistemi dittatoriali non sono le idee che professano ma la modalità violenta attaverso la quale cercano di imporle, finché tutto ciò non sarà assimilato da tutti noi, tutte le belle parole di cui sopra rimarranno vuoti slogan e la democrazia italiana rimarrà, purtroppo, gravemente malata.

26 Ottobre 2009

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