L’Europa con il fiato sospeso

Mentre l’Italia si arrovella sul mestiere che fa Patrizia D’addario, l’Europa si arrovella su quello che farà l’Europa stessa nel prossimo secolo. Questo futuro passa molto dall’approvazione del Trattato di Lisbona, non perché sia una meraviglia di Trattato o di pseudo-Costituzione europea (in fondo questo dovrebbe essere), ma semplicemente perché è un primo piccolo passo verso un’unificazione politica europea che è sempre più urgente, per poter sperare di contare nello scacchiere internazionale futuro. 
Ci sono indubbiamente tutte le premesse perché l’esito del referendum, che in Irlanda riporterà gli elettori nel prossimo finesettimana ad esprimersi dopo la bocciatura del Giugno 2008, veda questa volta prevalere i Sì, compreso il sostegno al trattato che ha espresso il magnate di Ryanair Michael O’Leiry. Il presidente polacco Kaczynski ha dichiarato che firmerà il trattato nel caso il referendum irlandese premiasse i Sì e pare anche debole la posizione del presidente ceco Vaclav Klaus nel suo diniego alla firma del trattato. Tuttavia chiunque abbia in minima considerazione il futuro di questo continente non può che tenere il fiato sospeso nella speranza che la verde Irlanda non ci tradisca di nuovo.

2 Ottobre 2009

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