Il governo dei miti

La parola “mito” ha, tra i suoi significati, quello di un alone leggendario che si crea attorno ad un personaggio o ad un evento. I miti non hanno un riconoscimento storico, non ci sono dati scientifici a confermarli, tuttavia entrano nell’immaginario collettivo esattamente come fatti veri. Per farlo hanno però bisogno di una cassa di risonanza sufficiente perché, a forza di sentirlo ripetere, vi si creda. Un tempo la cassa di risonanza era la tradizione orale, oggi quella cassa di risonanza è il sistema mediatico.
Uno dei primi atti del governo attualmente in carica era stata nel 2008 la gestione della cosiddetta “Emergenza rifiuti a Napoli” (ho virgolettato perché naturalmente il problema dei rifiuti in Campania, e non solo, è talmente annoso che chiamarlo “Emergenza” vorrebbe dire essere stati tanto miopi da non averlo visto emergere in tutti questi anni). Tutte le fonti di informazione, dico proprio tutte, erano pronte a giurare che Berlusconi con il suo fido Bertolaso avevano risolto il problema nel modo più rapido e brillante possibile. In realtà le persone che conosco a Napoli mi spiegavano già allora, tutte concordemente, che ci si era limitati a ripulire sbrigativamente le piazze principali di Napoli ma che la situazione in periferia era assolutamente immutata. Per mesi solo la stampa alternativa riportava notizie di questo tenore. C’era da salvare la giunta Bassolino e quindi anche la stampa di sinistra ci andava abbastanza morbida: probabilmente però gli ultimi sviluppi hanno fatto saltare il patto di non aggressione ed ecco che Repubblica ha scoperto che forse con il problema dei rifiuti in Campania siamo in realtà ancora al punto di partenza.
Dopo la missione rifiuti i riflettori si concentravano sulla crociata di Brunetta contro i “fannulloni” della Pubblica Amministrazione. Iniziava una girandola di annunci che spesso si risolvevano con risultati di dubbia efficacia o retromarce ridicole come quella sul periodo della giornata dedicato alle visite fiscali, prima esteso a 11 ore e poi ripristinato alle 4 ore originarie. Su una cosa però nessuno sapeva smentire il successo di Brunetta: aveva ridotto drasticamente l’assenteismo per malattia nella pubblica amministrazione. Pochi sottolineavano però che lo aveva fatto nel modo più semplice ed ingannevole, ovvero decurtando una fetta di stipendio a chi stava a casa in malattia. Non so quanto questo abbia colpito i falsi malati ma di sicuro colpiva i malati veri che spesso, pur con l’influenza o altre malattie, si recavano ugualmente sul posto di lavoro infettando anche i colleghi pur di non perdere una fetta importante del loro già esangue stipendio. Le pesanti riduzioni delle assenze sbandierate dal governo erano quindi ovvie e prevedibili: grazie all’Espresso tuttavia si è scoperto recentemente che i dati presentati dal Ministero (potete trovare qui la smentita invero poco convincente di Brunetta) forse erano pure taroccati.
Sulla questione Alitalia non val nemmeno la pena di ricordare quale pietoso spreco di denaro pubblico, quale osceno regalo ad un gruppo di imprenditori raccomandato sia stato l’affare Alitalia, con i risultati che oggi vediamo chiaramente, eppure sono tanti quelli che ancora oggi sono certi che Berlusconi abbia salvato la compagnia di bandiera.
Il mito che a mio parere sarò però più duro da sradicare è quello del terremoto in Abruzzo, perché ci piace pensare che noi italiani siamo gente che si fa in quattro nelle difficoltà e l’aver puntato tutto su questa simbologia non poteva non pagare. In questi mesi ho sentito centinaia di volte usare parole come miracolo, incredibile, straordinario a proposito dei soccorsi in Abruzzo e mai avevo sentito circostanziare ciò con dei dati che non fossero quelli dell’entità del sisma, che in altri paesi sarebbe stato considerato di entità irrisoria. Ultimamente ho letto con interesse uno studio che confrontava i dati reali dei soccorsi durante il terremoto, confrontati con quelli dei precedenti sismi italiani. I dati ovviamente smentivano categoricamente qualunque primato del soccorso durante questo sisma.
Riconosciuto che quelli sopra elencati erano solo miti con contenuti reali assolutamente trascurabili, possiamo quindi concludere che l’inganno è stato svelato e che l’opinione pubblica italiana è quindi pronta a chiedere la testa di chi così impudicamente l’ha ingannata? No, tutt’altro. Questo perché il sistema mediatico, controllato a vario titolo dal Presidente del Consiglio, continuerà a ripetere il solito Mantra e perché quello di cui ho scritto resterà ad invecchiare su motori di ricerca, blog e stampa di opposizione; ragion per cui il solito vecchietto, che trovate spesso al bar quando andate a prenderci un caffé, sarà sempre pronto a dirvi, citando uno dei miti di cui sopra: “Ah, beh. Ma questo è un fatto.”

18 Settembre 2009

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs