Il Capitano in trionfo

Per la prima volta nella sua carriera il nostro Capitano ha raggiunto il più alto riconoscimento personale che il Campionato Italiano di Serie A può tributare, ovvero il titolo di Capocannoniere. E’ certo singolare che un giocatore raggiunga un tale traguardo all’età di quasi 34 anni ma la carriera di Del Piero è stata tutta piuttosto singolare. L’esplosione precoce che sembrava doverne fare uno dei più grandi di ogni tempo, l’apice raggiunto con la vittoria in Coppa Intercontinentale. Poi la delusione dei mondiali di Francia, l’infortunio, la lenta ripresa, la difficoltà di ritrovare i suoi colpi e la sua freschezza nel gioco statico della Juve di Ancelotti. Giunge il rilancio con il ritorno di Lippi ma l’età già avanza e quando arriva Capello con il suo gioco di grande aggressività a centrocampo Del Piero comincia a defilarsi. I colpi ci sono ancora ma il Capitano sembra mostrare un po’ la corda e Capello comincia a centellinare il suo impegno. Sembra iniziata la parabola discendente di Pinturicchio che diventa un “di più” di lusso di una Juventus che domina il Campionato.
La svolta forse è proprio in Calciopoli. Capello se la fila subito, Ibrahimovic lo segue a ruota. Del Piero, fresco Campione del Mondo e, per la prima volta nella sua carriera decisivo anche con la maglia azzurra, si trova a dover prendere per mano la squadra nell’avventura della Serie B. Il Capitano si ritrova leader trascinante stravincendo la classifica cannonieri: “Bellaforza - dicono in tanti - è serie B!“. Eppure Del Piero ritorna ad essere una macchina da gol, le punizioni dal limite tornano ad essere mezzi rigori, l’intesa con Trezeguet torna ad essere micidiale. Si torna in A e chi sminuiva i successi della B si deve ricredere. In un Campionato in cui la squadra va ben al di là delle aspettative, Del Piero è stato a tratti incontenibile. Certo, sempre con le sue pause, con le sue giornate no, ma anche con apici di eccellenza assoluta. E di eccellenza assoluta è stata la gara di Sabato condita dalla raffinatezza del rigore concesso al suo rivale in classifica Trezeguet che gli vale il primato morale da mettere in bachecha accanto al primato materiale. L’ovazione finale, condivisa dal pubblico doriano, sancisce la grandezza dell’uomo che ha vinto tutto ma proprio tutto.
Bravo, Capitano!

19 Maggio 2008

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