Quanto costano gli sms

Questa mattina alla radio ho avuto occasione di sentire un breve momento della trasmissione radiofonica Ultime da Babele. Era ospite tra gli altri Sandro Veronesi, autore in particolare del “Caos Calmo” reso celebre dalla trasposizione cinematografica di Nanni Moretti. Lo scrittore ha pensato bene di svelare una notizia clamorosa, ovvero che gli sms agli operatori telefonici non costano nulla e quindi il fatto di farli pagare ai clienti si configuri come una specie di truffa.
Credevo fosse ormai acquisito il concetto alla base dell’economia di scambio che il prezzo di una merce nasca dalla dinamica tra domanda e offerta e non corrisponda necessariamente al costo di produzione ma non è questo ciò su cui volevo soffermarmi. Vorrei invece argomentare sull’affermazione secondo la quale gli sms non costerebbero nulla ad una compagnia telefonica, affermazione che, dall’alto della mia decennale militanza in una compagnia telefonica, ho ragione di ritenere assolutamente falsa.
Il principale motivo della percezione del costo irrilevante degli SMS viene probabilmente dal fatto che gli SMS transitano nella rete di accesso (cioè la rete che va dal telefono alla più vicina centrale) sul cosiddetto canale di segnalazione, quello che in termini meno gergali potremmo chiamare canale di servizio, che viene usato anche per far transitare le informazioni necessarie alla messa in piedi e rilascio della connessione in fonia oltre che per l’erogazione di servizi quali l’avviso di chiamata, l’invio di toni o le notifiche che appaiono talvolta sul display. Solitamente, a livello di rete di accesso, il collo di bottiglia è rappresentato dalla disponibiltà di risorse per la fonia e quindi, da questo punto di vista, potremmo dire che oggi mandare SMS non costa nulla all’operatore ma solo perché l’uso delle risorse radio per gli SMS inviati è relativamente scarsa rispetto a quello per le chiamate in fonia. Se le tariffe degli SMS fossero così basse da aumentare esponenzialmente la quantità di SMS inviati, l’operatore si troverebbe a dover ridimensionare la rete di accesso per permetterne la gestione, cosa che in piccolo probabilmente molti di voi avranno sperimentato provando ad inviare un SMS durante l’intervallo di una partita di calcio, durante un concerto o durante un ingorgo stradale. Allo stesso modo si potrebbe dire che all’operatore telefonico le chiamate notturne non costano nulla visto che dimensiona la rete sul traffico diurno, sicuramente più intenso.
Oltre alla voce di costo appena descritta ve ne sono poi altre, molto più definite e chiaramente associate all’SMS. Avrete ad esempio notato che il recapito dell’SMS può non essere istantaneo. Se infatti il destinatario del messaggio ha il telefono spento il messaggio viene depositato su un sistema ad hoc che si chiama SMS Center che ritenta poi periodicamente l’invio. Questo sistema è piuttosto costoso, sia in termini di acquisto che di manutenzione, ed il costo sale all’aumentare degli sms che gli utenti si scambiano.
Dovete inoltre sapere che la strada che separa la più centrale più vicina al mittente o al destinatario del messaggio e l’SMS center è percorsa dal messaggio su una rete che si chiama solitamente backbone, dorsale o rete di transito. La maggior parte degli operatori ha una rete dedicata al trasporto degli SMS e quindi sia i costi delle linee che dei dispostivi di commutazione sono costi dedicati agli SMS e quindi dipendenti strettamente dal numero di SMS scambiati.
In ultimo, nel caso in cui il destinatario dell’SMS non sia un utente della rete che lo ha originato, la rete originante dovrà corrispondere a quella che consegna il messaggio un costo di interconnessione.
Con tutto questo non aspettatevi naturalmente che la differenza tra il costo medio di un SMS al pubblico e quello che costa all’operatore sia impercettibile, tutt’altro… Tuttavia prima di fare affermazioni inesatte in diretta a Radio Uno sarebbe forse il caso di informarsi meglio. Lo chiediamo ai giornalisti, ma anche chi giornalista non è dovrebbe forse argomentare con maggiore conoscenza dei fatti.

7 Settembre 2009

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