Italiani a Reykjavik

La visita a Reykjavik ha iniziato il nostro ultimo giorno di Islanda.
Reykjavik è come te l’aspetti: una città del Nord Europa con i colori e l’atmosfera tipica di questa parte del mondo che mescola con disinvoltura austerità e follia, ordine e trasgressione.
Il piatto forte era la visita alla Hallgrímskirkja, la cattedrale finita di costruire negli anni 80. Purtroppo la struttura era in restauro ma l’imponenza del campanile è davvero strabiliante. Salendo sul campanile abbiamo anche potuto scontrarci con le differenze culturali: per arrivare alla torre non c’era infatti nessun controllo pur essendo scritto che la visita era a pagamento. Una volta arrivati alla sommità del campanile senza aver incontrato una biglietteria, senza quindi aver pagato alcunché, ma soprattutto senza che nessuno ci fermasse, ci siamo resi conto che gli islandesi si fidano e abbiamo concluso che tutto sommato è un gran bel popolo. Per non rovinare l’idillio abbiamo poi indagato ulteriormente, scoprendo che i biglietti erano in vendita nel negozio dei souvenir posto in un’altra zona della chiesa ed abbiamo lì pagato la visita, pur avendola già di fatto completata.
Subito dopo, visitando invece la Domkirkja, la chiesa vicina al Parlamento, abbiamo incrociato due simpatici turisti che, approfittando dell’assenza di sorveglianti e porte chiuse, erano saliti sul pulpito facendosi reciprocamente foto piuttosto irriverenti. Alla fine un sorvegliante è sbucato fuori, li ha immediatamente bloccati e ovviamente duramente ripresi. Purtroppo fidarsi ha il suo prezzo, quando si ha a che fare con gente che non sa cosa siano civiltà e rispetto. Ovviamente i due turisti in oggetto erano italiani e pure del Nord.
La cosa che ho trovato più curiosa è il Parlamento: abituato all’idea che la sede dell’organo legislativo debba essere per forza ospitato in edifici sfarzosi con colonnati mastodontici sormontati da capitelli corinzi ti spiazza vedere un Parlamento in un normalissimo edificio al quale gli abilitati accedono con un normale badge magnetico. Ho la vaga impressione che da queste parti la distanza tra il normale cittadino e chi lo rappresenta non sia quell’abisso che è invece usuale, anzi direi richiesto, dalle nostre parti.

18 Agosto 2009

3 commenti a 'Italiani a Reykjavik'

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  1. UN ITALIANO CHE VIVE A REYKJAVIK afferma:

    Ciao,ho letto un pò di quello che hai scritto sull’Islanda,ma mi ha colpito l’ultima parte,dove ,a parte l’italiano che lascia molto a desiderare,hai avuto il coraggio di “bacchettare” degli italiani che facevano “foto piuttosto irriverenti”,quando tu,per primo hai scritto che per andare su al campanile della chiesa non hai pagato nulla.Beh,caro ,all’ingresso,c’e’ scritto che si paga,in caratteri cubitali…….Quest’anno ,purtroppo,sono venuti molti turisti dall’Italia ……nord o sud non cambia,la maleducazione e inciviltà li accomuna e quando li vedo sono proprio contento di non essere più in Italia.

  2. Coloregrano afferma:

    Caro “Un Italiano che vive a Reykjavik”,
    mi dispiace intanto che il mio italiano non ti piaccia (esposizione o ortografia?). Osservazione per osservazione ti avverto che lo spazio si mette dopo la punteggiatura, non prima.
    Magari il mio intervento lasciava a desiderare dal punto di vista letterario, ma riportava chiaramente che la visita l’abbiamo pagata (riporto: “abbiamo lì pagato la visita”). Semplicemente non l’abbiamo pagata prima di salire alla torre ma dopo, e questo non perché volessimo vederla a sbafo, ma perché ci aspettavamo di trovare la biglietteria lungo la salita ed abbiamo compreso soltanto dopo aver raggiunto la cima che invece i biglietti erano in vendita da qualche altra parte, individuata poi nel negozio di souvenir all’interno della chiesa. Ho comunque provato a modificare questa parte dell’articolo per renderla più comprensibile anche ai meno attenti.
    Se vuoi un consiglio, un’altra volta magari prova a leggere con attenzione un intervento prima di commentarlo: ti eviterai di dare una percezione (magari errata) di superficialità che è difetto tanto sgradevole quanto quelli sopra stigmatizzati, non pensi anche tu?…
    Se vuoi un altro consiglio, prova a riflettere sul fatto che atteggiamenti del tipo: “Chi sei tu per bacchettare tizio quando tu per primo…?”, così comuni dalle nostre parti, al di là del contesto specifico di questo “post”, rappresentano il miglior alibi per chi attui i comportamenti deprecabili che tu stesso condanni. L’idea per la quale ogni moralizzatore è in realtà un ipocrita è uno dei pilastri sui quali si basa il perpetuarsi dei comportamenti che condanniamo, non credi?
    Visto che vivi in Islanda mi interesserebbe magari un tuo parere sul resto dei miei resoconti di viaggio, tipo se ci siamo persi qualcosa o se qualcuna delle mie valutazioni sull’Islanda e sugli islandesi fossero errate oppure no. Internet ha spesso degli usi molto più utili che litigare ed insultarsi, non credi?

  3. Ivan afferma:

    Ciao, Sono Ivan da Roma, è qualche giorno che giro in rete, cercando quanto più possibile circa questo meraviglioso paese, che sarò sincero conoscevo solo sulla cartina geografica. Sento un’ irrefrenabile voglia di farci un salto, anzi a dire il vero vorrei fare una lunga sosta per girarvi un documentario, sono un videomaker, ma da quanto ho letto su internet è un paese alquanto costoso.
    Il mio progetto era di soggiornare qualche mese ma ovviamente ho bisogno di trovare un lavoro (non importa quale) per pagare vitto e allggio.
    Quindi ti chiedo se hai idea di come è la situazine al momento, costo della vita? possibilità di trovare lavoro, alloggio ecc.
    So che l’Islanda ha attraversato e stà ancora attraversando una grave crisi economica.
    Conosco molto bene la lingua inglese, madrelingua, e non ho prestese di vita da nababbo.
    In realtà non disdegno neanche l’idea di rimanere a vivere li almeno per qualche anno, d’altronde qui al momento non riesco a trovare niente di quello che voglio veramente.
    Ti ringrazio in anticipo per qualunque info o delucidazione mi puoi fornire.
    P.S.
    Se hai idea di come potermi mettere in contatto con “Un Italiano che vive a Reykjavik” sarebbe altrettanto utile.
    Grazie ancora e ciao

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