Un sollievo immenso

Per lunghe settimane non ho scritto nulla sul calciomercato. Il motivo di ciò è che in tutte queste settimane la mia attenzione è rimasta sospesa su un punto, un punto solo ma che avrebbe sgravato mio cuore di calciofilo un peso immane. Ed oggi, alla vigilia dell’annuncio finale, finalmente scrivo tutto il mio sollievo.
Chi non ha nel suo cuore una squadra di calcio può faticare a capire ma chi ce l’ha credo non stenterà a comprendere le emozioni che vado a raccontare.
Immaginati di vedere arrivare nella tua squadra un giovinotto comprato a poco prezzo, nonostante abbia già un curriculum di tutto rispetto. Te lo ricordi per averlo visto per la prima volta in un sontuoso epilogo dell’ottavo di finale dei mondiali del 2002 perso dalla sua Svezia contro il Senegal dopo i supplementari. Te lo ricordi soprattutto per un gol di tacco segnato contro l’Italia agli Europei che tutti credevano essenzialmente esser stata una gran botta di culo.
Arriva tra qualche perplessità ma inizia a giocar bene: salta l’avversario, colpisce bene di testa, sa difendere la palla come pochi, sbaglia molti gol è vero, però ne fa di incredibili e ne fa fare molti ai compagni. Alla fine trasforma una squadra uscita con le ossa rotte dall’ultimo Campionato di Lippi in un rullo compressore che domina in modo incontrastato due campionati, anche se qualche limite di preparazione atletica impedisce altrettante volte il raggiungimento del bottino più prestigioso in Coppa dei Campioni.
Poi esplode Calciopoli, Guido Rossi prende il potere e la Juve viene retrocessa in serie B. Un anno di purgatorio, ma basterebbe la sua permanenza per farci sanare rapidamente il danno; ed in effetti, a parte alcuni giocatori già in fase calante e l’inopinata cessione di Mutu, lui è dato per incedibile. Ma lui non ci sta, non vuole giocare in B, si impunta, il suo procuratore Raiola tratta la sua cessione. Non si sa bene cosa succeda ma alla fine, tra lo sconcerto generale viene ceduto all’Inter, sì proprio all’Inter quella dello Scudetto degli Onesti, quella di Guido Rossi.
Speri di esserti sbagliato, che sia stata una meteora, che anche lui come tanti prima di lui all’Inter deludano ed invece elimina anche i suoi pochi difetti, si conferma come il miglior giocatore del campionato italiano e regala all’Inter 3 scudetti che sarebbero stati di qualunque altra squadra (almeno qualunque tra le migliori 3 o 4 del Campionato) lo avesse avuto nei suoi ranghi. Il problema è che nei suoi ranghi ce lo aveva proprio l’Inter ed ogni sua magia, ogni suo gol impossibile, ogni partita decisa solo e solamente dal suo talento era una sofferenza, una coltellata, un incubo.
Adesso finalmente l’incubo è finito, le magie di Ibrahimovic arricchiranno il Barcelona che peraltro già era forte così. Stravincerà, per carità, ma almeno lo farà più lontano e con colori più gradevoli. E’ finito un incubo e adesso possiamo guardare finalmente con più serenità al prossimo Campionato.

P.S. Rimarrà irrisposta la grande domanda: “Cobolli Gigli, ma perché all’Inter? Di tante perché proprio all’Inter? Maledizione!”

27 Luglio 2009

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