Il Calcio è tornato a casa

L’espressione non è originale. “Football’s coming home” è un vecchio slogan inglese risalente almeno ai Mondiali di Inghilterra del 1966 e divenuto poi uno dei titoli dell’inno degli Europei 1996. E tuttavia è esattamente questa la sensazione che ho provato Sabato sera nel vedere Del Piero far impazzire Materazzi e Trezeguet gonfiare la porta interista. La sensazione che le cose siano tornate al loro ordine naturale, che sia di nuovo il campo a parlare e non i tribunali, che l’ipotesi che il campionato italiano di calcio diventi una contesa che si gioca all’interno della cerchia dei Navigli sia stata accantonata, che i colori bianconeri siano tornati a dispensare una magia ineguagliabile. Poteva addirittura finire in modo maramaldesco con Del Piero che, ad un certo momento dell’incontro, sembrava divertirsi ad esaltare le doti acrobatiche del portiere dell’Inter Julio Cesar, ma forse avrebbe stonato, perché in fondo nel destino della Juve non ci sono vittorie travolgenti, non ci sono goleade straboccanti, ma ci sono successi sudati e colti all’ultimo spasimo anche quando si è nettamente più forti, quasi a volersi appositamente lasciare in bocca il gusto dolceamaro del rischio corso, perché quel gusto diventi stimolo per correre verso nuovi successi.

25 Marzo 2008

3 commenti a 'Il Calcio è tornato a casa'

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  1. bruno afferma:

    Eh, d’altronde la palla è rotonda e le partite durano novanta minuti. E il fuorigioco, come il fallo, è quando l’arbitro fischia.

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