Il massimo risultato col minimo sforzo

Come sapete nei giorni scorsi Beppe Grillo ha avanzato la sua candidatura a Segretario del Partito Democratico. Seria che fosse o meno la sua candidatura e che avesse o meno intenzione davvero di raccogliere adesioni in sostegno, è indubbio che sia stato proprio lo sbarramento alzato sulla sua candidatura a dargli il destro per alimentare le sue polemiche nei confronti del Partito. Se il partito avesse reagito come ha fatto Marino che si è limitato a definire la candidatura di Grillo come una “buona notizia”, lo avrebbe messo nell’imbarazzante situazione di dove raccogliere in poche settimane l’adesione di 1500 iscritti, impresa probabilmente impossibile. Invece l’apparato lo ha respinto a priori, semplicemente in quanto Grillo, trasmettendo un’immagine di chiusura e di elitarismo che non ne migliora l’immagine.
Sembrerebbe un autogol, un’ammissione di quella chiusura verso l’esterno che il sottoscritto, come molti, imputa alla classe dirigente del PD. La realtà è che questo altolà era quello che buona parte dell’apparato, degli iscritti, si aspettava. Avevo scritto che in Italia i partiti si vedono spesso più come associazioni di ispirazione politica che come organizzazioni destinate a raccogliere le posizioni degli elettori. Quanto accaduto dimostra che questa visione non è limitata ai vertici ma anche ad una parte rilevante degli iscritti al partito.
Grillo, come spesso gli accade, è stato bravo a mettere il piede nel formicaio, il resto è venuto da solo. Direi: il massimo risultato con il minimo sforzo.

19 Luglio 2009

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs