Criteri di selezione

Pochi giorni fa è arrivato a sentenza il processo di primo grado per la morte di Federico Aldrovandi al termine del quale i quattro presunti aguzzini, Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto, sono stati riconosciuti colpevoli della morte del ragazzo, che sarebbe stata causata dal loro sadico accanimento sul corpo martoriato, testimoniato dai due manganelli rotti dalla cieca e assurda violenza. Ovviamente il processo ha attraversato i consueti tentativi di depistaggio che non mancano mai quando il colpevole sta dentro allo Stato: il ragazzo è stato fatto passare per drogato, per violento, poi una foto pubblicata in prima pagina da Liberazione ha inchiodato chi di dovere alle proprie responsabilità e finalmente si è potuto trovare giustizia.
Due dei quattro presunti assassini erano in aula ad ascoltare la lettura della sentenza. Uno dei due assenti, Paolo Forlani, aveva ottimi motivi per non esserci: era infatti a L’Aquila a presidiare il G8.
E’ stupefacente pensare che chi è sotto processo per omicidio non solo non sia sospeso dal servizio ma addirittura sia insignito di incarichi così delicati, ma è altrettanto stupefacente che ci sia un qualche dirigente di polizia che ritiene che un tizio che è stato capace di trasformare un normale controllo di polizia in una mattanza, sia in grado di tenere a bada un corteo di no-global. O meglio, sarebbe stupefacente tutto ciò se non sapessimo che l’ex-capo della Polizia De Gennaro è a sua volta sotto processo per “Istigazione a falsa testimonianza” nell’ambito dell’inchiesta sul G8 di Genova. Insomma i criteri di selezione delle nostre forze dell’ordine non sono ahimé migliori di quelli della nostra classe politica.

13 Luglio 2009

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs