La Turchia si avvicina

Recentemente la televisione di stato turca ha annunciato il lancio di un canale in lingua armena. La cosa è molto più singolare di quanto non si possa immaginare, sia perché la Turchia è conosciuta come un paese dalla costituzione materiale estremamente nazionalistica e con poco spazio per i diritti delle minoranze, sia perché il non voler tuttora riconoscere, da parte delle autorità turche, il genocidio degli armeni del 1916 è motivo di scontro latente sia con la comunità armena interna che con la confinante Repubblica Armena. Il premio Nobel Orhan Pamuk è stato solo pochi anni fa messo sotto processo per aver parlato del genocidio in un’intervista. La notizia diffusa dalla televisione turca non può che invece essere motivo di incoraggiamento per chi spera che le sponde del Bosforo si avvicinino sempre più.
Personalmente al momento attuale sono contrario all’ingresso di nuovi aderenti all’Unione Europea, non certo per i motivi pregiudiziali nei confronti della Turchia o di altri paesi, ma perché ritengo che oggi la priorità dell’Unione sia quella di cementare la struttura e l’identità dell’Europa attorno ad un progetto di integrazione politico scritto e condiviso in una carta comune. Solo quando questo ci sarà e condividerlo sarà condizione necessaria per l’adesione, potremo pensare di allargare ulteriormente l’Unione. L’esperienza dei recenti ingressi è stata da questo punto di vista negativa, proprio perché in una qualunque organizzazione, prima di accogliere nuovi aderenti, è fondamentale avere messo per iscritto e condiviso gli scopi di quell’associazione, onde evitare che i nuovi aderenti finiscano con il farne divergere scopi ed ideali.
Anche quando però l’Unione Europea fosse di nuovo pronta per allargare i suoi confini è ben evidente che negare lo sterminio di centinaia di migliaia di persone non sia per la Turchia un bel biglietto da visita con il quale bussare alla porta di Bruxelles. Se la notizia che riporto fosse però il segno che qualcosa di importante sta davvero cambiando, sarei lieto di cambiare idea, di accogliere in Europa un paese splendido come la Turchia e anche, che non guasta, sottrarmi all’imbarazzo di essere su questo punto d’accordo con la Lega.

7 Luglio 2009

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