Il crimine paga

Ci sono coincidenze che suonano significative e certo quella di oggi rientra in queste. Alla Camera va in onda la fiducia sul DDL sulle intercettazioni che liquida uno degli strumenti di indagine più utilizzato dalla magistratura consegnando il paese al predominio della criminalità, organizzata e non. Il tutto accade tra l’indignazione delle opposizioni che sono talmente indignate che 21 loro rappresentanti, nascondendosi dietro il voto segreto, votano a favore. Probabilmente anche loro volevano fare i loro affari al riparo da orecchi indiscreti…
Nello stesso giorno il Senatore PdL Carlo Vizzini si dimette dalla Commissione Antimafia perché (guardacaso la combinazione!) è accusato dai PM di Palermo di avere favorito proprio la Mafia, in seguito alle affermazioni fatte da Massimo Ciancimino, figlio del più celebre Vito, ex-sindaco di Palermo pluri-inquisito. Vizzini non è nuovo a procedimenti giudiziari: fu processato già quando militava nel PSDI per il processo tangenti Enimont, con condanna in primo grado e poi prescrizione, e fu poi processato dal Tribunale dei Ministri nell’ambito di un procedimento o due sui falsi invalidi con ovvia assoluzione finale.
Sono sicuro che i lettori più attenti delle vicende politiche hanno già capito che i PM di Palermo sono tutte toghe rosse e che il DDL sulle intercettazioni è un giusto provvedimento che tutela la privacy di tutti i cittadini. In tutti gli altri, probabilmente perché acceccati dall’odio e dalla miopia, rimarrà il sospetto che chi ha proposto e chi ha approvato il DDL lo abbia fatto per correre meno rischi di essere pinzato in futuro da qualche PM impertinente, e rimarrà soprattutto, ancora più profonda di prima, la convinzione che in Italia il crimine paga, sempre di più.

11 Giugno 2009

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